film 96′, 2026, Usa
di Michael Tiddes
con Anna Faris, Regina Hall, Marlon Wayans, Shawn Wayans, Olivia Rose Keegan, Damon Wayans Jr.

Ventisei anni dopo il primo film, la domanda è diversa da quella che si potrebbe immaginare. Non è se i Wayans siano ancora capaci di far ridere. La domanda è se abbiano ancora qualcosa da parodiare che non sia già una parodia di sé stessa.
Fare una Scary Movie che prende in giro i film di Scream, che erano già dall’inizio battute meta sull’horror, significa costruire una matrioska della commedia in cui le risate si rimpiccioliscono a ogni strato. È il problema centrale di questo sesto capitolo, e i Wayans lo sanno: il film lo dice esplicitamente, lampada inclusa, e poi ci ricasca lo stesso.
La struttura ricalca quella dei requel, il termine inventato dai nuovi Scream per i film che sono insieme sequel e reboot. Cindy Campbell, diventata una reclusa paranoica che ha trasformato la sua casa in una trappola per sopravvivere al ritorno di Ghostface, si ritrova coinvolta di nuovo insieme alle figlie. Il cast storico torna quasi al completo, con un’energia da reunion che funziona soprattutto nei primi venti minuti, quando il semplice piacere di rivedere quei volti in quelle dinamiche regge ancora da solo.
Poi bisogna far ridere, e lì le cose si complicano.
Le battute arrivano a raffica ma pochissime centrano il bersaglio. Il film scambia il riconoscimento per comicità, come se bastasse citare qualcosa di famoso perché il pubblico rida. Quando i Wayans prendono di mira target precisi, come The Substance o Longlegs, qualcosa funziona ancora. Quando allargano il tiro ai meme di TikTok e alle tendenze social, il film invecchia a vista d’occhio, puntata dopo puntata, quasi in tempo reale.
Anna Faris è la cosa migliore del film, e non sorprende. Olivia Rose Keegan, nel ruolo della figlia Sara, riesce in una convincente imitazione dello stile di Faris, e i momenti in cui le due condividono lo schermo hanno una strana tenerezza che il resto del film non merita del tutto.
La critica si è divisa in modo netto. Roger Ebert.com parla di avanzi riscaldati tiepidi. HeyUGuys lo definisce uno dei film comici più deludenti degli ultimi anni. Altri, più generosi, riconoscono che quando il film centra i suoi obiettivi c’è ancora qualcosa che funziona, soprattutto per chi ha amato i primi capitoli.
Probabilmente entrambe le letture sono vere, e non si contraddicono. È un film che esiste in due stati simultanei: capace di strappare risate genuine ogni dieci minuti, e incapace di costruire una comicità sostenuta per i novantasei minuti restanti. Chi va in sala sapendo cosa troverà, e con quella moquette gialla di nostalgia già aperta nel petto, passerà comunque una serata decente. Chi cerca qualcosa di più, troverà solo uno specchio appannato di qualcosa che era.



