In un mondo lacerato dalle guerre, ci mancava lo scisma della Chiesa. L’appello del Papa ai lefebvriani

ROMA – Oggi la Fraternità sacerdotale San Pio X ordinerà quattro nuovi vescovi senza il mandato pontificio a Écône, in Svizzera. Un atto che sancirà una frattura netta con la Chiesa di Roma. A nulla è valso, pare, l’ultimo accorato appello lanciato ieri, martedì 30 giugno, da Papa Leone XVI.

IL GESTO CHE APRE LO SCISMA

Incontrando i giornalisti a Castel Gandolfo, il Pontefice ha inviato un ultimo appello alla Fraternità Sacerdotale San Pio X chiedendo di non procedere con la consacrazione di quattro nuovi vescovi senza mandato pontificio in programma questa mattina, mercoledì 1° luglio. Resa pubblica anche la lettera inviata dal Pontefice al superiore della Fraternità San Pio X, don Davide Pagliarani, che porta la data del 29 giugno, festa dei santi Pietro e Paolo, antivigilia del giorno dell’atto che, senza mandato pontificio, costituisce non solo una sfida alla Chiesa di Roma, ma un vero e proprio atto scismatico.

LA LETTERA DEL PAPA: “TORNATE SUI VOSTRI PASSI”

“Con animo paterno desidero rivolgermi a Lei – scrive Leone XIV – e, per mezzo Suo, ai vescovi, ai sacerdoti, ai seminaristi e ai fedeli legati alla Fraternità Sacerdotale San Pio X, consapevole della responsabilità che il Signore mi ha affidato come Successore dell’Apostolo Pietro (…)“. “Con questo spirito, e colmo di affetto cristiano- continua il Pontefice- vi prego e vi chiedo con tutto il cuore: tornate sui vostri passi! Vi esorto a considerare attentamente il bene spirituale dei fedeli, perché l’atto scismatico che compireste li priverebbe della ricezione lecita e in taluni casi persino valida dei Sacramenti che essi amano e cercano per la propria santificazione”. E ancora: “Prego per voi perché lacerare la Tunica inconsuntile di Cristo è un peccato di estrema gravità- prosegue il testo- Il Signore illumini le vostre coscienze e risvegli i vostri cuori. Per l’autorità ricevuta da Cristo, con animo addolorato, ma ancora pieno di speranza, sento il dovere di chiedervi di desistere dal vostro intento”.

IL PRECEDENTE DEL 1988

Il Papa dunque chiede ancora una volta ai lefebvriani di rinunciare a procedere con l’atto scismatico delle consacrazioni episcopali senza mandato pontificio. Il precedente storico risale al 9 giugno 1988, quando Giovanni Paolo II scriveva all’arcivescovo francese Marcel Lefebvre una lettera che rappresentava l’ultimo tentativo per fermarlo dall’ordinare quattro nuovi vescovi senza mandato pontificio. E trentotto anni dopo la scena si ripete. Il quotidiano Avvenire ricorda che “nel 1988 Lefebvre tirò dritto e procedette alle ordinazioni episcopali illecite il 30 giugno”.

CHI SONO GLI ORDINATI E COSA SUCCEDERÀ

E oggi, “sullo stesso prato di allora, a Écône, borgo svizzero nel Canton Vallese, sede dello storico seminario internazionale della San Pio X, avverrà il medesimo strappo, salvo improbabili colpi di scena all’ultimo minuto”, prevede il quotidiano cattolico. “Anche stavolta saranno ordinati contro la volontà del Pontefice quattro vescovi: Pascal Schreiber (Svizzera, 53 anni), Michael Goldade (Stati Uniti, 46 anni), Michel Poinsinet de Sivry (Francia, 42 anni) e Marc Hanappier (Francia, 36 anni)”. Come allora, il 1° luglio 1988, arrivò dal Vaticano la dichiarazione di scomunica latae sententiae , cioè automatica, per i vescovi consacranti e quelli consacrati, così per giovedì 2 luglio è attesa da Roma un’analoga dichiarazione.

LA REPLICA DELLA SAN PIO X: “LA NOSTRA INTENZIONE AUTENTICA”

“Vi chiedo semplicemente di considerare l’autenticità di questa intenzione prima di prendere una decisione riguardo alla Fraternità San Pio X. Non è troppo tardi”, è la risposta data da don Pagliarani che piuttosto che desistere, chiede a Leone una benedizione. E precisa: “Lungi da noi l’idea di separarci dalla Chiesa cattolica romana; al contrario, desideriamo servirla in modi straordinari, come si viene in aiuto di una madre in difficoltà che ha bisogno di un aiuto particolare, anche se questo aiuto non è compreso da tutti”.

I NUMERI DEI LEFEBVRIANI OGGI

Nel 1988 la comunità dei lefebvriani contava poco più di duecento sacerdoti, l’anno scorso ne contava 733, con altri 264 seminaristi, oltre a religiosi e religiose presenti in numerosi Paesi. Mentre i laici che vi ruotano attorno si stima siano alcune centinaia di migliaia. I rapporti con Roma da decenni sono stati altalenanti: Benedetto XVI fu il primo a cercare una riconciliazione quando, nel 2009, revocò la scomunica ai primi quattro vescovi consacrati a Écône. Papa Francesco concesse ai sacerdoti della Fraternità la facoltà di confessare validamente e stabilì modalità per il riconoscimento dei matrimoni celebrati nei suoi priorati. Apertura importanti che “tuttavia- conclude il resoconto di Avvenire- non modificarono la situazione canonica della San Pio X”.

Fonte: Agenzia DIRE – www.dire.it | Autore: Cristina Rossi | Articolo originale

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