Festa nazionale, addio Mondiale: la Francia cade nel giorno più francese dell’anno

Il 14 luglio 1789 cadeva la Bastiglia. Il 14 luglio 2026 cade la Francia di Mbappé. A Dallas, Texas, la Spagna chiude i conti 2-0 e vola in finale a New York. Ditemi se non è una storia con un gran senso dell’ironia.

Palazzo Farnese a Roma stava proiettando la partita sul maxischermo durante il ricevimento ufficiale per la fête nationale. Champagne, tricolore, l’inno suonato con la solennità dovuta. Poi Oyarzabal al 22′, rigore trasformato con freddezza. Porro raddoppia al 13′ della ripresa, un gol che chiude la partita e riapre la storia del tikitaka: la Spagna in finale mondiale per la prima volta dal 2010, sedici anni dopo l’unico titolo iridato della sua storia.

La partita: la Roja che non ti lascia respirare

La Francia è arrivata in semifinale con solidità, equilibrio e una capacità impressionante di colpire nei momenti decisivi. Era la grande favorita, con il suo grandissimo Mbappè. La Spagna ha convinto per qualità del palleggio, pressione alta e personalità nelle gare a eliminazione diretta. In campo si è visto esattamente questo: i Bleus non hanno mai trovato il ritmo, schiacciati da una Spagna che ha giocato la partita che aveva preparato, senza concedere quasi nulla.

Mbappé, capocannoniere della manifestazione con otto sigilli, è rimasto ai margini per tutta la sera. Yamal, il diciottenne che tutti aspettavano come rivelazione della semifinale, ha finalmente mostrato di cosa è capace: assist prezioso, dribbling continui, la leggerezza di chi gioca come se il peso della partita non lo sfiorasse. Deschamps ha cercato di cambiare la partita con i cambi, ma la Spagna non ha mai tremato.

Il 14 luglio e la Bastiglia che non cade

Crudele e perfetto il calendario di questi Mondiali. La Francia festeggia oggi il giorno più importante del suo calendario civile, quello che celebra la presa della Bastiglia e la fine dell’ancien régime, la nascita di una nazione che si è sempre raccontata come universale, illuminista, insuperabile. E proprio oggi, davanti al mondo intero, viene eliminata da una Spagna che ha giocato meglio, pensato meglio, voluto di più. Che ci ha creduto dal primo minuto di gioco.

Il tradizionale ricevimento di Palazzo Farnese è diventato mondiale: la semifinale proiettata durante la festa. Diplomatici in abito scuro, bicchieri alzati, e sul maxischermo il 2-0 della Spagna che entra in finale. La Marsigliese cantata all’inizio della serata, il silenzio alla fine.

Liberté, égalité, fraternité. Ma la coppa, domenica a New York, non sarà francese.

Domenica la finale: Spagna contro chi arriva da Inghilterra-Argentina

La Spagna aspetta. Domani sera si gioca l’altra semifinale: Inghilterra contro Argentina, Kane contro Messi, sessant’anni di attesa inglese contro la voglia di confermarsi dell’Albiceleste campione in carica.

Chiunque vinca, domenica 19 luglio al MetLife Stadium di New York troverà una Spagna che in questo torneo non ha ancora sbagliato una partita. La Roja ha battuto il Portogallo all’ultimo minuto, il Belgio in rimonta e la Francia con autorità. Non è fortuna. È un progetto.

Il 14 luglio della Francia è finito a Dallas. Quello della Spagna potrebbe cominciare il 19 a New York.

Claudio Dell'Arti
Claudio Dell'Arti
ESPLORATORE DEL MONDO, TRA OLD E NEW MEDIA

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