Addio Franco Baresi, capitano con il braccio alzato

Franco Baresi è morto a 66 anni: dopo la falsa notizia di mercoledì e la smentita del Milan, oggi la realtà. Addio al capitano rossonero

Mercoledì sera una notizia falsa aveva attraversato i social in pochi minuti. Il Milan era intervenuto subito: “Franco sta affrontando un momento delicato. Rispettate la sua privacy.” Gerry Scotti, Salvini, Caressa avevano già pubblicato messaggi di cordoglio. Erano stati costretti a ritirarli.

Oggi la notizia è vera. Franco Baresi è morto a 66 anni. Era stato operato nel 2025 per un nodulo polmonare. Il calcio italiano si è fermato.

Il ragazzo di Travagliato e il numero 6 che non esiste più

Franco Baresi nasce il 8 maggio 1960 a Travagliato, in provincia di Brescia. Arriva al Milan a quindici anni, nel 1977, dopo che l’Inter aveva scartato lui e aveva preso suo fratello Giuseppe. Con i rossoneri colleziona 531 presenze dal 1978 al 1997, quasi vent’anni con la stessa maglia, in un’epoca in cui questo era già raro e oggi sarebbe impossibile. Quando si ritira, il Milan gli fa qualcosa che aveva fatto solo per Gianni Rivera: ritira il numero 6. Nessuno potrà più indossarlo.

Gioca libero, in un’epoca in cui il libero era ancora un ruolo tattico preciso e non una nostalgica categoria del passato. Ma Baresi non era un libero tradizionale. Era qualcosa di più moderno: leggeva il gioco in anticipo, impostava l’azione, saliva palla al piede con una sicurezza che i difensori della sua generazione non avevano. Arrigo Sacchi lo aveva trasformato nel perno di una difesa a zona che cambiò il calcio europeo. Capello lo aveva confermato ciò che era.

Il Milan di Berlusconi e la linea difensiva più forte di sempre

Con la maglia rossonera vince sei scudetti, tre Coppe dei Campioni, due Coppe Intercontinentali, due Supercoppe Europee. Accanto a lui, Tassotti, Costacurta, Filippo Galli e, dal 1985, Paolo Maldini. Una linea difensiva che gli avversari di mezza Europa ricordano con rispetto misto a terrore.

Maradona, che di difensori forti ne aveva visti quasi tutti, spiegò una volta perché aveva scambiato la maglia con Baresi dopo una partita: “Come difensore per me è il massimo”. Platini disse cose simili. Zico, Socrates, Falcao: tutti lo citavano come il problema più difficile da risolvere.

Era duro, ma non scorretto. Anticipava senza fallo, marcava senza bisogno di toccare. Il capitano con il braccio alzato, come lo chiamavano, quello che radunava la difesa e la posizionava con un gesto solo, come un direttore d’orchestra che non ha bisogno di alzare la voce.

I Mondiali, il rigore di Pasadena e il terzo posto

Con la nazionale vince il terzo posto nel 1990, perde la finale nel 1994 a Pasadena. Quella finale contro il Brasile finisce 0-0, si va ai rigori. Baresi, che era stato operato al menisco durante il torneo ed era tornato in campo contro ogni previsione medica, si presenta dal dischetto per primo. Calcia alto. L’Italia perderà la coppa. Lui tornerà comunque in campo, nella stagione successiva, come se niente fosse successo.

È l’unico giocatore della storia ad aver conquistato un primo, un secondo e un terzo posto ai Mondiali. Un record che dice quanto abbia pesato sulla storia della nazionale, e quanto quella nazionale abbia pesato su di lui.

Il Piscinin e Milano

Lo chiamavano Piscinin, piccolo in milanese. Era arrivato ragazzo da Travagliato e Milano l’aveva adottato senza riserve. Dopo il ritiro nel 1997 era rimasto nel club come vicepresidente onorario, il volto istituzionale di una storia che San Siro non ha ancora smesso di raccontare.

Ieri sera, quando la falsa notizia aveva cominciato a girare, qualcosa si era rotto. La quantità di dolore che aveva inondato i social in pochi minuti, prima che il Milan smentisse, aveva detto qualcosa di preciso: c’era una generazione intera pronta a piangere questo uomo, che aspettava la notizia senza volerla sentire.

Oggi è arrivata. San Siro, che ha il suo nome su una delle curve, sa già come si starà in silenzio.

Emilio Pistone
Emilio Pistone
GIORNALISTA, RICERCATORE

leggi anche

PRIMO PIANO

gli ultimi articoli