Ricavi +70% e utile a 20.734 euro per la società costituita da Natalia Potenza, compagna di Lavitola. “Crolla” la vecchia Cefalù, che dopo l’affitto del ramo d’azienda chiude con patrimonio netto negativo
Da una parte Baires, la società che nel 2025 porta a oltre 757mila euro i ricavi dell’attività di ristorazione; dall’altra la Cefalù, la società che quell’attività aveva gestito negli anni precedenti e che, dopo averne concesso il ramo d’azienda in affitto, chiude il 2025 con appena 5.350 euro di ricavi e un patrimonio netto negativo. È la fotografia che emerge dai due bilanci 2025 – visionati dall’Adnkronos – delle società legate alla gestione del ristorante di viale dei Quattro Venti a Roma, al centro delle vicende che hanno coinvolto Valter Lavitola e Sigfrido Ranucci e in cui ha lavorato il ‘factotum’ del faccendiere Clesio Gomes Tavares.
LAVITOLA, IL DATO DI BAIRES SELS
Il dato più significativo è quello di Baires Srls. Nel 2025 la società ha registrato 757.234 euro di ricavi, contro i 445.211 euro dell’esercizio precedente, con una crescita di circa il 70%. Il valore della produzione è arrivato a 757.237 euro, dai 465.213 del 2024. L’esercizio 2025 si è chiuso con un utile di 20.734 euro, in aumento rispetto ai 12.465 euro del 2024. La crescita dei ricavi si accompagna però a un forte aumento dell’esposizione debitoria. I debiti di Baires passano dai 186.372 euro del 2024 ai 336.647 euro del 2025, con un incremento di oltre 150mila euro, pari a circa l’81%. Il patrimonio netto a fine esercizio è pari a 33.890 euro, a fronte di un capitale sociale di appena mille euro. A crescere in maniera significativa è anche il peso del personale: i relativi costi passano dai 40.354 euro del 2024 ai 127.642 del 2025, oltre il triplo.
LAVITOLA, IL CONFRONTO CON IL BILANCIO DELLA CEFALù
Il confronto con il bilancio della Cefalù – Società Cooperativa a responsabilità limitata è particolarmente significativo. Nel 2025 la società registra appena 5.350 euro di ricavi, contro i 328.264 euro del 2024 e i 759.110 euro del 2023. Il valore della produzione scende a 49.446 euro, dai 379.432 dell’anno precedente. L’esercizio si chiude con una perdita di 164 euro, dopo l’utile di 55.031 euro del 2024. Il bilancio spiega il contesto di questo drastico ridimensionamento: la Cefalù ha concesso in affitto il proprio ramo d’azienda, sospendendo per la durata della gestione da parte dell’affittuario gli ammortamenti relativi ai beni strumentali.
L’operazione risulta anche dalla documentazione camerale: il 16 maggio 2024 Baires ha preso in affitto/comodato un’azienda dalla Cefalù, con atto del notaio Francesco Gasbarri. Poco più di un mese dopo, il 27 giugno 2024, Baires ha aperto la propria unità locale in viale dei Quattro Venti 51, con attività di ristorazione. Il trasferimento del peso economico dell’attività trova un riflesso anche nei costi del personale: mentre Baires passa dai 40.354 euro del 2024 ai 127.642 euro del 2025, la Cefalù scende dai 24.520 ai 7.328 euro. La situazione patrimoniale della cooperativa appare inoltre molto più debole: a fine 2025 il patrimonio netto è negativo per 9.968 euro, mentre i debiti ammontano a 319.724 euro. Le disponibilità liquide risultano pari ad appena 34 euro, contro i 21.058 euro dell’esercizio precedente.
Fonte Adnkronos



