Dal 23 agosto al 14 settembre, undici eventi gratuiti in sei spazi della città celebrano il rapporto tra arte e infanzia, nel bicentenario della nascita dell’autore di Pinocchio
Un festival che cambia tema ogni anno, e questa volta guarda ai bambini
Roma ha un festival che da otto edizioni sceglie un tema diverso e lo fa attraversare la città intera, spostandosi tra spazi insoliti invece di fermarsi in un solo teatro. Quest’anno tocca all’infanzia. Dal 23 agosto al 14 settembre 2026 va in scena la nona edizione di “Di là dal fiume”, con la direzione artistica di Lorenzo Ciccarelli, prodotta dall’associazione culturale Teatroinscatola ETS, che non riceve alcuna sovvenzione pubblica o privata.
Il punto di partenza è una data tonda che cade proprio quest’anno. Il festival prende spunto dal bicentenario della nascita di Carlo Lorenzini, il vero nome di Carlo Collodi, e mette al centro il rapporto tra arte e infanzia con undici eventi distribuiti in sei spazi della città, tra letture, proiezioni, concerti, installazioni, mostre e visite guidate. Non un cartellone fisso in un unico luogo, ma un percorso che chiede al pubblico di muoversi, di scoprire angoli di Roma che normalmente non finiscono nelle guide turistiche.
Il senso del titolo, tra Tevere e leggenda
Il nome del festival non è decorativo. Roma nasce, nel racconto tradizionale, da un cesto lasciato scivolare sulle acque del fiume: la leggenda di Romolo e Remo è già, in fondo, una storia sull’infanzia e sull’abbandono. Il collegamento tra la città e i più piccoli, insomma, non è un’invenzione recente. Anzi, gli organizzatori sottolineano come oggi Roma offra un’ampia rete di spazi pensati apposta per i bambini, dai musei interattivi ai parchi tematici, un tessuto su cui il festival prova a innestarsi con proposte più artistiche che didattiche.
Tra gli spazi coinvolti compaiono il CAE all’ex Mattatoio di Testaccio, il Teatro La Comunità a Trastevere e la Sala Cinema del VI Municipio a Tor Bella Monaca, segno che anche quest’anno il festival non si accontenta del centro storico ma prova a portare cultura gratuita anche nelle periferie.
Il cinema apre le danze a Testaccio
La sezione più immediata da seguire è quella cinematografica, ospitata dentro Testaccio Estate. Dal 23 al 26 agosto, la Città dell’Altra Economia accoglie la sezione cinema della nona edizione di “Di là dal fiume”, curata da Teatroinscatola Roma proprio nel segno del bicentenario di Collodi. Si parte il 23 agosto con “I 400 colpi” di François Truffaut.
La scelta non è casuale. Il capolavoro di Truffaut racconta l’infanzia attraverso lo sguardo di un ragazzino incompreso e ribelle, un ponte naturale con Pinocchio, altra storia di formazione fatta di errori, fughe e scoperte. È un modo per dire che il rapporto tra arte e infanzia non significa necessariamente arte per bambini, ma anche arte sull’infanzia, raccontata con occhi adulti.
Un festival che non chiede biglietti
In una Roma agostana dove molte proposte culturali hanno prezzi da capogiro, “Di là dal fiume” resta ostinatamente a ingresso gratuito, come nelle edizioni precedenti. L’anno scorso il tema era stato il rapporto tra arte e diritti umani, con undici eventi in otto spazi urbani; l’anno prima ancora il cibo, con tredici luoghi coinvolti. Il format resta identico, cambia solo la lente attraverso cui la città viene raccontata.
Per una realtà che si autofinanzia senza sovvenzioni, arrivare alla nona edizione consecutiva, ogni anno con un tema diverso e sempre gratuito, è già di per sé una notizia. In un panorama culturale romano spesso concentrato sui grandi eventi a pagamento, un festival diffuso che scommette su Collodi e sull’infanzia, spostandosi da Testaccio a Tor Bella Monaca, resta una delle proposte più oneste dell’estate che sta per finire.




