Preghiera introduttiva all’evento sugli Stati generali contro il Femminicidio che si è tenuto il 1 Settembre 2026, alla “Chiesa degli artisti” a Piazza del Popolo, pregata dal rettore S.E. Mons. Antonio Staglianò
(Una supplica profetica al Dio della vita sul femminicidio)
Dio di Abramo, Isacco e Giacobbe,
Tu che sei Amore, e in Te non esiste ombra di male,
Tu che nel Principio plasmasti l’uomo con polvere del suolo
e da lui traesti la donna, osso delle sue ossa e carne della sua carne,
perché nessuno fosse solo e perché il volto dell’amore fosse specchiato in due creature distinte e uguali… Ascolta il nostro grido!
Il nostro grido sale fino a Te, denso di vergogna e di dolore.
Il sangue di Abele grida ancora dalla terra,
ma oggi quel sangue ha il volto di milioni di donne,
sopraffatte, percosse, umiliate e uccise
da mani che avrebbero dovuto accarezzare,
da parole che avrebbero dovuto benedire,
da sguardi che avrebbero dovuto contemplare il mistero.
Ti preghiamo, Signore: ascoltaci!
I. CONFESSIONE DEL PECCATO DEL MONDO E DELLA COMUNITÀ
Signore Gesù, Agnello di Dio che togli il peccato del mondo,
noi ti confessiamo che il peccato originale si è fatto storia,
e la brama di dominio, scritta nei cuori induriti,
ha corrotto l’amore trasformandolo in possesso,
ha corrotto la tenerezza trasformandola in violenza,
ha corrotto la differenza trasformandola in gerarchia di sopraffazione.
Perdona noi, Chiesa tua, che troppo spesso abbiamo taciuto.
Perdona noi, che abbiamo letto la Scrittura con occhi di ghiaccio,
sacralizzando il silenzio delle vittime e giustificando la prepotenza dei violenti.
Perdona noi, che abbiamo insegnato alle donne di rassegnarsi,
invece di insegnare agli uomini lo svuotamento di sé.
Perdona noi, comunità di credenti,
per l’omertà che chiude le porte ai segni premonitori,
per la fretta di archiviare la denuncia come “litigio di coppia”,
e per la paura di sporcarci le mani nel fango di queste storie spezzate.
Signore, pietà! Cristo, pietà! Signore, pietà!
II. INTERCESSIONE PER LE VITTIME E PER GLI AGGRESSORI
O Spirito Santo, Consolatore delle vedove e degli orfani,
accogli nel Tuo grembo materno le anime delle donne
che hanno subito il martirio della violenza domestica e del femminicidio.
Asciuga le lacrime dei loro figli,
ricuci i cuori dei genitori che sopravvivono a questa lacerazione,
e dona la pace a chi è stato privato del futuro.
E, in un atto di coraggio che solo la Tua grazia può sostenere,
ti preghiamo anche per i carnefici, per i fratelli che hanno ucciso la sorella.
Guariscili dalla loro stessa violenza,
distruggi le catene della loro psiche malata,
svuota la loro arroganza e sostituiscila con un pentimento così profondo
da diventare pianto amaro, come il pianto di Pietro.
Fa’ che restituiscano, se ancora in vita, la libertà a chi hanno imprigionato,
e se già nella morte, concedi loro, per la Tua misericordia imperscrutabile,
uno sguardo di verità sulla croce di Cristo, che è stata violenza subita e amore donato.
O Dio, onnipotente e misericordioso, ascoltaci!
III. INVOCAZIONE SUGLI UOMINI E SULLA MASCOLINITÀ REDENTA
Gesù, Maestro del servizio,
Tu che hai lavato i piedi ai Tuoi discepoli, inginocchiato davanti a loro,
guarisci il cuore dell’uomo contemporaneo.
Liberalo dalla paura della fragilità, dalla tirannia dell’ego,
dall’idolatria della prestazione e dal delirio di onnipotenza.
Fa’ che ogni uomo riscopra la bellezza della custodia:
non il custode carceriere, ma il custode che veglia,
come Giuseppe vegliò su Maria e sul Bambino,
senza pretendere di possederli, ma servendo il mistero.
Ridona alla società padri che non schiacciano,
fratelli che non tradiscono,
sposi che non possiedono, ma si donano.
Mostra a tutti i maschi della terra
che la vera forza non sta nel pugno chiuso che colpisce,
ma nel palmo aperto che asciuga le lacrime;
che la vera virilità non sta nel sangue versato dell’altra,
ma nel sangue di Cristo versato per l’altra.
Ridesta in noi, Signore, il desiderio del paradiso perduto,
dove uomo e donna camminavano nudi senza vergogna,
nudi nella trasparenza dell’amore, senza armi e senza difese.
IV. PER LA COMUNITÀ E PER LA PASTORALE DELLA CURA
Dio della vita, benedici e moltiplica gli sportelli di ascolto,
le case rifugio, i centri di accoglienza.
Riempi di sapienza teologica e psicologica i sacerdoti, gli educatori e i volontari,
perché sappiano accogliere la donna maltrattata
non con il giudizio, ma con la compassione,
credendo alla sua parola e rendendole giustizia.
Investi la Tua Chiesa di spirito profetico:
fa’ che nelle nostre parrocchie si alzi un grido forte contro ogni violenza,
che i pulpiti non tacciano, che i catechismi non dimentichino,
che i percorsi di preparazione al matrimonio
diventino vere e proprie scuole di affettività redenta,
dove si impari a litigare senza ferire,
a parlare senza umiliare,
e a tacere senza subire.
Donaci occhi per vedere, orecchie per ascoltare,
gambe per correre in aiuto,
e lingua per gridare giustizia.
V. SPERANZA ESCATOLOGICA: IL NO DEFINITIVO ALLA MORTE
Ma non vogliamo fermarci al pianto, Signore.
Noi abbiamo fede nella Tua Risurrezione.
La croce non è la fine; il sepolcro vuoto è la nostra speranza.
Ogni femminicidio è un grido che Tu raccogli, ma è anche un colpo inferto al Tuo progetto,
un colpo che Tu, nel Tuo Figlio, hai già assorbito e vinto.
Affretta il giorno del Nuovo Cielo e della Nuova Terra,
quando la sposa, Gerusalemme, scenderà da Te adorna per il suo Sposo,
e non ci sarà più lutto, né lamento, né dolore,
perché le cose di prima saranno passate.
Allora finalmente, nell’abbraccio trinitario,
non ci sarà più maschio e femmina nel senso di opposizione e potere,
ma saremo tutti un solo corpo in Cristo,
specchio della Tua gloria, nella diversità stupenda e nell’amore eterno.
Vieni, Signore Gesù!
Spezza le catene della violenza,
asciuga ogni lacrima,
e fa’ che ogni donna, ogni figlia di Sion,
possa camminare a testa alta,
sapendosi amata, voluta, scelta e custodita da Te, per sempre.



