Widow’s Bay

10 episodi, I stagione, 2026, USA

di Katie Dippold e Hiro Murai con Matthew Rhys, Kate O’Flynn, Kevin Carroll, Dale Dickey, Kingston Rumi Southwick, Stephen Root

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Un sindaco che vuole trasformare la propria isola in una meta turistica. Peccato che l’isola sia maledetta. Peccato che i suoi abitanti lo sappiano benissimo e lui no. Peccato, soprattutto, che abbiano ragione.

Widow’s Bay è nata da un progetto originariamente più leggero, incentrato sulla burocrazia comica di un’amministrazione comunale di provincia, e poi rielaborato attingendo a Barry e Atlanta come punti di riferimento. Si sente, ed è un bene. Katie Dippold, autrice di commedie come The Heat, e Hiro Murai, regista che con Atlanta ha ridefinito cosa possa fare la televisione americana sul piano visivo, portano ciascuno la propria cifra e riescono a farle coesistere senza che l’una schiacci l’altra.

Il risultato è una commedia horror che sa essere entrambe le cose. Non usa l’horror per stemperare la commedia, né la commedia per alleggerire l’horror. Le tiene insieme, e il tono che ne emerge è stranamente originale: un senso di pericolo autentico che coabita con battute secche e personaggi comicamente impreparati alla propria situazione.

Matthew Rhys interpreta Tom Loftis con la stessa capacità di abitare il grottesco che aveva già mostrato in The Americans, dove il grottesco aveva un sapore molto diverso. Il suo sindaco è un uomo convinto di poter razionalizzare qualsiasi cosa, incluse le manifestazioni soprannaturali, e quella cecità ostinata diventa il motore comico più affidabile della serie. Accanto a lui, Dale Dickey costruisce in pochi episodi un personaggio incredibile.

La critica ha risposto con entusiasmo, lodando in modo particolare l’equilibrio tra i registri, la scrittura e la regia. La serie ha appena ricevuto 14 Emmy 2026 ed è stata rinnovata per una seconda stagione l’11 giugno, a poche settimane dalla conclusione della prima.

Qualche riserva rimane sul finale: il colpo di scena è prevedibile e l’epilogo è frettoloso, come se la serie avesse esaurito il tempo prima di dire tutto quello che aveva da dire. È un limite che abbassa leggermente il tiro di un’operazione che ha funzionato quasi senza inciampi. Vale comunque la pena vederla, e non solo per chi ama il genere. Widow’s Bay è una delle sorprese più genuine di Apple TV+ degli ultimi anni: una serie che sa esattamente che atmosfera vuole creare e ci riesce, con una mano leggera su un materiale che in mani meno sicure sarebbe diventato facilmente grottesco.

Anna De Angelis
Anna De Angelis
Inseguo l'arte in tutte le sue espressioni. Anche quella di critica e di giornalista.

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