AQVA, quando l’acqua entra nella Biblioteca Vaticana

Alla Biblioteca Apostolica Vaticana il primo capitolo di “Catastrofe e Meraviglia” mette in dialogo manoscritti, scienza e contemporaneità. Con JR, Bill Moran e Fulvio Pierangelini

Per una biblioteca l’acqua è una minaccia. Basta poco per trasformare la memoria in materia fragile, la carta in qualcosa che si perde. Ma l’acqua è anche l’origine della vita, una risorsa, un elemento attorno al quale nei secoli si sono costruiti saperi, immagini, racconti e culture.

È da questa contraddizione che nasce AQVA, la mostra con cui la Biblioteca Apostolica Vaticana inaugura il ciclo quinquennale “Catastrofe e Meraviglia”. Dal 25 settembre 2026 al 14 maggio 2027, il patrimonio antico della Vaticana incontra tre linguaggi contemporanei: quelli dell’artista JR, del tipografo Bill Moran e dello chef Fulvio Pierangelini.

La memoria è fragile

Il percorso parte proprio dalla paura. Acqua, fuoco, luce, insetti e intervento umano sono alcune delle minacce che da sempre mettono alla prova la conservazione del patrimonio librario. Il progetto sceglie però di non fermarsi al rischio. Trasforma ciò che può distruggere in uno strumento per interrogarsi sul rapporto tra l’uomo e la natura.

L’ingresso nella mostra è affidato a Diluvium, installazione monumentale di JR sulla facciata cinquecentesca della Biblioteca. Un’onda irrompe simbolicamente in uno dei luoghi deputati alla conservazione del sapere. JR realizza inoltre Undae, portando ancora una volta l’acqua dentro uno spazio costruito per proteggere i libri.

Il paradosso è evidente. I libri custodiscono pensieri, voci e conoscenze attraverso i secoli, ma la carta resta vulnerabile agli elementi. La domanda diventa allora anche culturale: cosa scegliamo di salvare?

Il libro che racconta i pesci

Al centro di AQVA c’è un libro. È l’Aquatilium animalium historia di Ippolito Salviani, pubblicato a Roma nel 1557 e presentato in due esemplari di particolare pregio.
Il trattato mette insieme scienza, illustrazione calcografica e cultura gastronomica. La mostra ne celebra anche i 470 anni dalla pubblicazione. Attorno a questo nucleo si sviluppa una selezione di manoscritti, libri a stampa, incisioni e oggetti delle collezioni vaticane.

Il percorso attraversa così epoche e discipline diverse. Dal “De re coquinaria” di Apicio ai racconti di viaggio di Giovanni Battista Ramusio, dai bestiari marini alle testimonianze legate al mondo acquatico, l’acqua diventa una chiave per leggere una parte del patrimonio della Biblioteca.

Le lettere diventano pesci

Il dialogo con il contemporaneo passa poi dalla tipografia. Bill Moran presenta i suoi Letterfish, creature marine costruite attraverso lettere, numeri e segni paragrafematici.
È un incontro particolarmente coerente con il luogo che lo ospita. Moran utilizza attrezzature tipografiche tradizionali della propria famiglia e caratteri in legno d’epoca per costruire nuove forme. La parola perde la sua funzione abituale e diventa immagine.

Fulvio Pierangelini affronta invece l’acqua attraverso la cucina. Le sue storie gastronomiche partono dai pesci descritti nel trattato di Salviani e diventano un modo per parlare di materia prima, memoria e rispetto.
La cucina torna così a essere racconto. E un antico libro scientifico diventa il punto di partenza per una nuova narrazione del cibo.

Anche il restauro usa l’acqua

L’ultima parte del percorso porta direttamente dentro il lavoro della Biblioteca. La sezione dedicata al Laboratorio di Restauro mostra infatti un’altra contraddizione dell’acqua. Può danneggiare i materiali librari, ma può essere anche indispensabile per conservarli e rigenerarli. La stessa sostanza cambia significato a seconda dell’uso e delle circostanze.

È probabilmente questo il punto più interessante di AQVA. La mostra non cerca una risposta definitiva alla contraddizione tra catastrofe e meraviglia. La mette davanti agli occhi del visitatore.

La Biblioteca apre il suo patrimonio

AQVA inaugura un progetto che nei prossimi cinque anni continuerà a lavorare sulle minacce che riguardano la conservazione della memoria. La Biblioteca Apostolica Vaticana sceglie così di far dialogare le proprie collezioni con forme espressive lontane dalla tradizione bibliotecaria.

La mostra sarà visitabile dal 25 settembre 2026 al 14 maggio 2027 il venerdì e il sabato, secondo il calendario previsto. Il venerdì sono in programma visite serali private guidate dal personale della Biblioteca, dalle 18 alle 20. Il sabato sono previste visite con audioguida, organizzate in slot orari contingentati.
La prenotazione è obbligatoria e deve essere effettuata almeno 48 ore prima della visita. Informazioni e calendario sono disponibili sul sito ufficiale del progetto.

Anna De Angelis
Anna De Angelis
Inseguo l'arte in tutte le sue espressioni. Anche quella di critica e di giornalista.

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