Berlino e la dama con l’ermellino

8 episodi, II stagione, 2026, Spagna
[I: Berlino e i gioielli di Parigi, 8 episodi, 2023]

di Albert Pintó, David Barrocal e José Manuel Cravioto con Pedro Alonso, Michelle Jenner, Tristán Ulloa, Begoña Vargas, Julio Peña Fernández, José Luis García-Pérez

Netflix

Pedro Alonso / Berlino sorride, e per qualche minuto basta: riesce ad ammaliare con i suoi modi, il suo charme, il suo aplomb. Ma otto episodi diventano estremamente lunghi, se si chiede al suo sorriso di reggere tutto l’impianto del prequel della fortunatissima La casa di carta.
A meno che non siate innamorati a prescindere del personaggio e dell’attore, vi sconsiglio decisamente la visione. Anche se avete in qualche modo apprezzato la prima stagione. Ma veniamo a questa, archiviabile senza passare dal via.

Berlino e la dama con l’ermellino sposta la banda da Parigi a Siviglia, sostituisce i gioielli con un Leonardo da Vinci e aggiunge un Duca come mandante e antagonista. Il pretesto è elegante, come l’ambientazione, la fotografia calda e dorata. La serie sa essere bella da guardare: il problema arriva se si prova ad ascoltarla o a seguire, prima ancora della trama, i dialoghi.

La prima stagione di Berlino, ambientata a Parigi, aveva il vantaggio della novità del personaggio da solo. Questa seconda spinge sulla stessa formula con meno benzina: il colpo impossibile, i dialoghi teatrali e fintissimi, le storie d’amore tossiche, il momento musicale italiano. Un continuo già visto, basta grazie.

Come intrattenimento leggero va benissimo, ma nulla più: non ha più nulla da raccontare. Alonso resta la ragione principale per guardare, José Luis García-Pérez, il Duca, è l’unica presenza che regge il confronto. Ma non basta.

Elisabetta Roli
Elisabetta Roli
GIORNALISTA, CRITICA LETTERARIA E CINEMATOGRAFICA

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