sabato, 14 Febbraio 2026

Terre rare, cosa sono e perché fanno gola a Trump e Putin

Undici miliardi all’anno. È il valore prodotto sul mercato globale dalle terre rare, 17 elementi della tavola periodica indispensabili per l’industria tecnologica e per quella della difesa

Una riserva stimata in 2,6 miliardi di tonnellate di terre rare, insieme alla presenza di materiali sempre più strategici per le moderne industrie tecnologiche, come la grafite, che rappresenta il 20% dei giacimenti mondiali, e il litio, abbondante nella regione del Donetsk: questo è il tesoro nascosto nel sottosuolo dell’Ucraina. Tali risorse stanno assumendo un ruolo sempre più centrale nella competizione tra Stati Uniti e Russia, con particolare attenzione al potenziale sfruttamento nell’area del Donbass. Ma entriamo nei dettagli.

Terre rare, un mercato da 11 miliardi l’anno

Undici miliardi all’anno. È il valore prodotto sul mercato globale dalle terre rare17 elementi della tavola periodica – Scandio, Ittrio e i Lantanoidi – indispensabili per l’industria tecnologica e per quella della difesa. La posta in gioco è sempre più alta: si stima che entro il 2031 arriveranno a un giro d’affari di 21,7 miliardi, con un ritmo di crescita del 7,4% su base annua.

Terre rare, Ucraina ricca di materiali strategici

In Ucraina – ormai da tre anni in guerra per difendersi dalla Russia – al momento non sono mai state trovate delle riserve sfruttabili di terre rare e a oggi non ne esporta. È però ricchissima di minerali strategici. Su questi ha messo gli occhi Donald TrumpIl presidente Usa lo ha detto chiaramente al Cpac, la convention dei conservatori di destra (ed estrema destra): un modo per “riprendere” i soldi dati a Kiev dall’amministrazione di Joe Biden per non soccombere a Mosca.

Quali sono le terre rare

Come detto, le terre rare sono in tutto 17 elementi chimici. Il loro nome deriva dai minerali da cui furono isolati per la prima volta nella storia, ossidi non comuni recuperati nella gadolinite di una miniera svedese, anche se in realtà rispetto ad altri elementi non sono di fatto poi così rari. Si tratta di:

Per approfondire: Terre rare, quali Paesi ne hanno di più? L’obiettivo Usa è arginare il dominio della Cina

Per cosa si usano le terre rare e a che cosa servono

Le terre rare sono così appetibili per le industrie strategiche per le loro proprietà, a partire da quelle magnetiche ed elettroniche. A titolo esemplificativo, tra i loro impieghi principali si possono citare:

  1. La produzione di smartphone, schermi televisivi e computer
  2. La produzione di batterie per le auto elettriche e catalizzatori per auto
  3. La costruzione di pale eoliche
  4. La costruzione di laser, missili, satelliti, sonar e radar a scopo bellico
  5. La fibra ottica

L’Ucraina e le terre rare

In Ucraina al momento non sono mai state trovate delle riserve sfruttabili di terre rare. Potrebbero essercene nei giacimenti ma è presto per dirlo. Al di là delle terre rare, il Paese è ricco di altri elementi fondamentali per diverse industrie: è leader nella produzione di titanio (componente fondamentale anche per la costruzione di missili)

Terre rare, Russia e Stati Uniti

Dopo la Cina, primo produttore mondiale di terre rare con oltre 240mila tonnellate di materiale prodotte (più o meno il 70% del totale), seguono gli Stati Uniti al secondo posto con una produzione che però lo scorso anno si è fermata a 43mila tonnellate, costringendoli a importare oltre il 95% del materiale consumato. Poi ci sono Australia, Thailandia e Russia (in quinta posizione con India e Madagascar), a quota 2.600 tonnellate

Terre rare, i giacimenti nel Donbass ucraino

Mosca ha messo gli occhi da tempo sul Donbass ucraino, annesso unilateralmente a sé nel 2022 senza però che la comunità internazionale riconoscesse questa mossa, anche perché qui si trovano molti dei giacimenti di Kiev. In tutto, la Russia al momento controlla già il 33% delle riserve ucraine di minerali molto importanti, come il litio. 

L’accordo Stati Uniti-Ucraina

La Russia di Vladimir Putin e gli Stati Uniti di Donald Trump hanno ormai iniziato a negoziare per la fine della guerra senza includere il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. Il capo della Casa Bianca punta a un accordo con Kiev dal valore di 500 miliardi di dollari, che comprende anche la possibilità di sfruttare i giacimenti di minerali strategici. Zelensky ne considera la portata economica eccessiva, però dalle sue ultime dichiarazioni si intravedono concessioni in arrivo a Washington. “Voglio che ci sia comprensione reciproca”, ha detto riferendosi al fatto che gli Usa dovrebbero dare all’Ucraina di garanzie di sicurezza per non rischiare una nuova invasione russa una volta che verrà siglato un cessate il fuoco. In cambio di questa  protezione, Kiev avrebbe molto da offrire, a partire proprio dalle risorse minerarie. 

terre rare, la partita serve agli usa in chiave anti Cina

La partita potrà servire agli Stati Uniti a fare un passo avanti per arginare il dominio di Pechino in materia. Si stima infatti che tra il 2019 e il 2022 gli Usa abbiano importato più del 95% delle terre rare consumate. La Cina è il primo produttore mondiale con 240mila tonnellate prodotte di materiale che rappresentano all’incirca il 70% del totale e con un export che anche lo scorso anno è cresciuto del 6%. Gli Usa hanno invece una produzione che – seppure cresciuta moltissimo negli ultimi anni – nel 2024 ha raggiunto le 43mila tonnellate. Poi ci sono Australia e Thailandia.

Terre rare, Russia al quinto posto

La Russia è al quinto posto insieme a India e Madagascar con 2.600 tonnellate. Ecco quindi il valore strategico delle risorse ucraine, Paese che conta oltre 20 mila miniere (in maggior parte carbone e ferro) ma anche un’importantissima riserva di terre rare che complessivamente, secondo uno studio dell’Istituto geologico nazionale, si aggirerebbero intorno ai 2,6 miliardi di tonnellate. Kiev ad esempio è leader nella produzione di titanio (componente fondamentale anche per la costruzione di missili). Il nodo delle risorse ucraine è però dovuto al fatto che molti giacimenti si trovano nell’area del Donbass, quella nel quale si combatte e dove sono posizionate le truppe russe.

Terre rare, la stima del controllo russo sull’Ucraina

La stima è che almeno 12.400 miliardi di dollari di valore complessivo di giacimenti energetici, metalli e minerali dell’Ucraina siano ora sotto il controllo russo. Oltre al 63% dei giacimenti di carbone del Paese, la Russia infatti controlla l’11% dei giacimenti di petrolio, il 20% dei giacimenti di gas naturale, il 42% dei giacimenti di metalli e il 33% dei giacimenti di terre rare e altri minerali essenziali, tra cui il litio.

Per gli Usa una partita decisiva

Per gli Usa quindi la partita è di grandissima valenza ed è ampia: basti pensare che le risorse complessive di terre rare negli Stati Uniti ammontano a 3,6 milioni di tonnellate mentre oltre 14 milioni di tonnellate si trovano in Canada, altro Paese entrato nel mirino di Trump. È una partita globale e spesso sanguinosa, coma da decenni accade in alcuni Paesi africani, e ancora tutta da giocare sui nuovi fronti che si aprono con il cambiamento climatico come in Groenlandia, ultima frontiera degli appetiti statunitensi.

Pechino produce il 60% di tutti gli elementi

Anche perché intanto, più in generale, Pechino produce il 60% di tutti gli elementi (non solo strettamente terre rare) usate come componenti dei dispositivi ad alta tecnologia, tra cui smartphone e computer. La Cina detiene inoltre una quota del 13% del mercato della produzione di litio e raffina circa il 35% del nichel mondiale, il 58% del litio e il 70% del cobalto.

Emilio Pistone
Emilio Pistone
GIORNALISTA, RICERCATORE

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