Presentato un report di Fondazione Murialdi, Odg, Inpgi, Casagit e Inps che offre un quadro abbastanza preoccupante
Il Rapporto “Lo stato del giornalismo italiano”, realizzato dalla Fondazione Murialdi in collaborazione con il Dipartimento di Comunicazione e Ricerca Sociale della Sapienza, Inps, Inpgi, Ordine dei giornalisti e Casagit, è stato presentato ieri a Palazzo Wedekind, offrendo un quadro aggiornato sulle condizioni della professione, le sfide economiche e previdenziali, e le prospettive per il futuro.
Giornalismo, gli uomini guadagnano più delle donne
Dal report emerge che la retribuzione media dei giornalisti è pari a circa 59mila euro, con un gender pay gap ancora significativo: gli uomini guadagnano in media il 16% in più rispetto alle donne. La retribuzione media annua dei giornalisti maschi è stata di 62.661 euro nel 2023, contro i 54.016 euro delle giornaliste. Il divario si mantiene in tutte le fasce d’età, con differenze che diventano più marcate oltre i 50 anni. Lo stesso avviene per i trattamenti pensionistici: in media le pensioni degli uomini raggiungono i 71mila euro, quelle delle donne 48mila euro.
Autonomi sotto i 25.000 euro annui
Per quanto riguarda i lavoratori autonomi, il 70% di loro guadagna meno di 25mila euro all’anno. Il confronto tra fasce d’età mostra una netta prevalenza di giornalisti autonomi rispetto ai subordinati in tutte le categorie. Il dato, tuttavia, restituisce una distribuzione molto sbilanciata tra freelance e co.co.co. Questa disparità, che pone un tema rispetto alle tutele dei giornalisti autonomi, è ancor più evidente guardando alla retribuzione, quasi doppia per un freelance rispetto a un co.co.co.
Giornalismo, Inps e Inpgi si dividono i contributi
Su 103.581 giornalisti iscritti all’Ordine, nel 2023 sono 17.179 quelli che versano contributi all’INPS, 25.791 quelli all’INPGI: questo quanto emerge dal report “Lo stato del giornalismo italiano”, presentato oggi a Palazzo Wedekind, a Roma, durante l’evento organizzato dalla Fondazione Paolo Murialdi, in collaborazione con l’INPS e Sapienza – Università di Roma.
Giornalismo, rafforzare l’accesso ai giovani
In apertura dell’evento, il presidente dell’Inps, Gabriele Fava, ha sottolineato la necessità di rafforzare l’accesso dei giovani alla professione per garantire la tenuta del sistema previdenziale. “L’età media dei giornalisti sta avanzando e i giovani che entrano sono pochi, spesso con compensi non adeguati”, ha dichiarato Fava. “Dobbiamo ingaggiarli e sostenerli, affinché possano contribuire al sistema e garantire un futuro sostenibile per tutti”.
Giornalismo, ufficio dedicato dell’Inps
Per migliorare il dialogo con il settore, Fava ha annunciato l’apertura di un ufficio dedicato ai giornalisti presso l’Inps. “Se condividiamo questa progettualità e lavoriamo insieme, possiamo ottenere risultati concreti”, ha affermato. Ha inoltre evidenziato il ruolo cruciale dei giornalisti nell’educazione previdenziale: “Siete voi i primi a doverne parlare e ad essere coinvolti direttamente. La cultura previdenziale è la chiave per un sistema sostenibile”.
Giornalismo e pensioni, divario netto tra di uomini e donne
Il Rapporto ha messo in luce importanti disuguaglianze di genere nel settore. La pensione media annua dei giornalisti è pari a 61mila euro, ma il divario tra uomini e donne è netto: gli uomini percepiscono in media 71mila euro, mentre le donne 48mila euro. Il 57% delle pensioni è erogato a uomini e solo il 43% a donne, segno di una disparità accumulata nel corso della carriera lavorativa. Nelle pensioni di vecchiaia, l’importo medio annuo è di 68.665 euro per gli uomini e 51.895 euro per le donne.
Diminuiscono i professionisti, crescono i pubblicisti
Dal punto di vista occupazionale, il numero di giornalisti professionisti è leggermente diminuito nel 2023 (-1%), mentre è cresciuto del 5% il numero di pubblicisti e del 10% quello dei praticanti. L’età media della professione continua ad aumentare, con il 69% dei giornalisti over 60 che è di genere maschile. Da sottolineare come, sulla base delle evidenze si registri – in corrispondenza del passaggio da INPGI a INPS (2023) – un aumento di circa il 4% di giornalisti dipendenti e come, per quanto riguarda le categorie professionali, l’80% dei dipendenti sia professionista, mentre il restante 20% sia diviso tra pubblicisti e praticanti.
Fragilità economica di freelance e precari
Il presidente dell’Inpgi, Roberto Ginex, ha evidenziato la fragilità economica dei freelance e dei lavoratori con contratti precari: “Noi sappiamo che i freelance e i co.co.co. sono poco pagati e quindi versano pochi contributi, il che significa che in futuro avranno pensioni molto basse”. Per Ginex, l’unica soluzione è l’intervento della politica per garantire compensi equi, dato che la precarietà incide direttamente sulla sostenibilità previdenziale. “Attendiamo che il governo convochi il tavolo sull’equo compenso”, ha dichiarato.
L’evento ha segnato un primo passo per un confronto più ampio sulle condizioni della professione giornalistica e sulle misure necessarie per garantire un futuro più equo e sostenibile. “Dobbiamo andare avanti insieme, nel rispetto dei rispettivi ruoli, ma nell’interesse unico del Paese e dei cittadini”, ha concluso Fava.
Fonte 9Colonne


