Sanchez: dalla Spagna la sfida a Trump e la sveglia all’Europa

Il premier spagnolo risponde alle critiche del presidente Usa, che ha incolpato Madrid per il rifiuto di concedere le basi militari per la guerra contro l’Iran. “Siamo contrari a questo disastro”, ha detto, aggiungendo che questa posizione è condivisa da “milioni di cittadini

“No alla guerra!”. Così il premier spagnolo Pedro Sanchez risponde alle critiche di Donald Trump, che ha incolpato Madrid per il rifiuto di concedere l’utilizzo delle basi militari in Andalusia per la guerra contro l’Iran. “Siamo contrari a questo disastro“, ha continuato in un discorso il capo del governo spagnolo, aggiungendo che questa posizione è condivisa da “molti altri governi” e da “milioni di cittadini in tutta Europa, Nord America e Medio Oriente che non vogliono più guerre o più incertezza nel futuro”. “Non saremo complici per paura di rappresaglie“, ha aggiunto.

Sanchez condanna il regime iraniano “che reprime e uccide i propri cittadini, in particolare le donne”, ma allo stesso tempo – aggiunge – “rifiutiamo questo conflitto e chiediamo una soluzione diplomatica e politica”.

Un messaggio rivolto agli Stati Uniti ma anche agli altri leader europei: “Alcuni ci accuseranno di essere ingenui per questo, ma ingenuo è pensare che la soluzione sia la violenza, ingenuo è credere che le democrazie o il rispetto tra le nazioni nascano dalle rovine o pensare che un’obbedienza cieca e servile significhi leadership“.

Sanchez: “Spesso le grandi guerre scoppiano per una concatenazione di risposte che sfuggono di mano”

“La domanda è se siamo dalla parte della legalità internazionale e, pertanto, della pace”, ha anche detto il premier spagnolo Pedro Sanchez nell’esigere “una soluzione diplomatica e politica” ai conflitti in Medio Oriente.

“Spesso le grandi guerre scoppiano per una concatenazione di risposte che sfuggono di mano, per errori di calcolo, per guasti tecnici, per eventi imprevisti, pertanto dobbiamo imparare alla storia. E non possiamo giocare alla roulette russa con il destino di milioni di persone”, ha aggiunto Pedro Sanchez, in una dichiarazione istituzionale dal palazzo della Moncloa, nel chiedere alle “potenze coinvolte nel conflitto” in Medio Oriente di “cessare immediatamente le ostilità e puntare sul dialogo e la diplomazia”. 

Sanchez: la guerra in Iraq ha portato a un mondo più insicuro

La guerra in Iraq del 2003 “ha portato a un mondo più insicuro e a una vita peggiore” e il conflitto attuale di Stati Uniti e Israele con Iran “non poterà a un ordine internazionale più giusto, né salari più alti, né migliori servizi pubblici, né un ambiente più sano”, ha aggiunto il premier spagnolo. “Il mondo, l’Europa e la Spagna ci sono già passati”, ha affermato, ricordando che “23 anni fa gli Stati Uniti ci trascinarono in una guerra per eliminare le armi di distruzione di massa di Saddam Hussein, per portare la democrazia e garantire la sicurezza globale. In realtà produsse l’effetto contrario”.

Secondo Sanchez, quel conflitto provocò “insicurezza, aumento del terrorismo jihadista e un aumento dei prezzi dell’energia. Quello fu il regalo del trio delle Azzorre: un mondo più insicuro e una vita peggiore”, ha segnalato. “E’ presto per sapere se la guerra in Iran avrà conseguenze simili”, ha anche rilevato il leader socialista, ma si è detto certo che “non ne uscirà un ordine internazionale più giusto”. Constatando l’attuale “instabilità”, il premier ha ribadito che “la Spagna è contro questo disastro”. “E’ inaccettabile che alcuni presidenti usino il fumo della guerra per coprire i pripri fallimenti e riemire le tasche dei soliti, quelli che guadagnano quando non si costruiscono ospedali ma missili”, ha concluso.

Sanchez, l’attacco di Trump e la mossa dopo il “no”

Trump ha colto ieri l’occasione di un punto stampa con il Cancelliere tedesco Merz per ‘bacchettare’ in diretta quei Paesi europei che hanno apertamente rifiutato di offrire sostegno all’operazione Usa o ‘rei’ di non collaborare abbastanza nelle prime fasi dei raid. Nel mirino del tycoon sono finiti così la Spagna ma anche la Gran Bretagna, con una stoccata in particolare al premier Keir Starmer.

Nei primi giorni dell’operazioni militare contro l’Iran, alcuni Paesi “sono stati d’aiuto, altri no”, le parole di Trump, che ha iniziato dagli elogi prima di passare alla ‘lista nera’: “La Germania è stata ottima. Altri sono stati molti bravi. Il capo della Nato, Mark Rutte, penso sia fantastico” ma “altri europei sono stati terribili…”.

Ed è così che, davanti ai giornalisti, il leader Usa ha quindi annunciato lo stop agli scambi commerciali con la Spagna, il cui “terribile” governo di Pedro Sanchez ha rifiutato di consentire agli aerei statunitensi di utilizzare le sue basi per attaccare l’Iran e si è opposto all’aumento dei fondi per la difesa nell’ambito della Nato. “La Spagna si è comportata in modo terribile. Ho detto a Bessent di interrompere il commercio con la Spagna. Non vogliamo avere nulla a che fare con loro”, l’attacco di Trump.

Minacce Trump a Spagna, Ue: “Pronti a difendere nostri interessi”

La Commissione Europea è intanto “pronta ad agire” per difendere gli interessi dell’Ue, in “piena solidarietà” con “tutti gli Stati membri”, Spagna inclusa, dice il vice portavoce capo dell’esecutivo Ue Olof Gill, dopo che il presidente degli Usa Donald Trump ha minacciato di tagliare gli scambi commerciali con Madrid.

“Gli scambi commerciali tra l’Unione Europea e gli Stati Uniti – afferma Gill – sono profondamente integrati e reciprocamente vantaggiosi. Salvaguardare queste relazioni, soprattutto in un momento di crisi globale, è più importante che mai ed è chiaramente nell’interesse di entrambe le parti. L’Ue e gli Stati Uniti hanno concluso un importante accordo commerciale lo scorso anno. La Commissione Europea si aspetta che gli Stati Uniti onorino pienamente gli impegni assunti nella nostra dichiarazione congiunta”.

La Commissione “garantirà la piena tutela degli interessi dell’Unione Europea. Siamo pienamente solidali con tutti gli Stati membri e tutti i suoi cittadini e, attraverso la nostra politica commerciale comune, siamo pronti ad agire, se necessario, per salvaguardare gli interessi dell’Ue. Continueremo a sostenere relazioni commerciali transatlantiche stabili, prevedibili e reciprocamente vantaggiose, a vantaggio di tutti”.

Valeria Bocci
Valeria Bocci
ricercatrice giuridica, giornalista

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