Le foto e la visione di Bruce Gilden a Brescia, fino al 23 agosto

Un unico progetto – una mostra, A closer look, al Museo di Santa Giulia, e una installazione site-specific, Grace / Grazia. Bruce Gilden per Raffaello, alla Pinacoteca Tosio Martinengo – rende omaggio alla carriera di Bruce Gilden, uno dei maggiori fotografi del ‘900

“Se le tue fotografie non sono buone, significa che non eri abbastanza vicino”. Il celebre assunto di Robert Capa trova una delle sue espressioni più radicali nel lavoro di Bruce Gilden (1946). 

Fotografo newyorkese e membro di Magnum Photos — l’agenzia fondata nel 1947 da Robert Capa e Henri Cartier-Bresson — Gilden ha fatto della prossimità fisica e visiva il tratto distintivo della sua fotografia, diventando uno dei protagonisti più riconoscibili della street photography contemporanea.

A Bruce Gilden, Brescia dedica – prima città italiana – un omaggio attraverso un unico e inedito progetto composto dalla sua prima antologica italiana e da una installazione site-specific, allestite rispettivamente al Museo di Santa Giulia e alla Pinacoteca Tosio Martinengo. 

L’iniziativa, curata da Denis Curti e sviluppata in stretto dialogo con l’artista, organizzata dalla Fondazione Brescia Musei in collaborazione con Magnum Photos, rappresenta un concept di respiro internazionale e uno degli appuntamenti più significativi della IX edizione del Brescia Photo Festival (dal 26 al 29 marzo 2026) promosso da Comune di Brescia e Fondazione Brescia Musei, in collaborazione con la Cavallerizza – Centro della Fotografia Italiana, e prosegue il filone d’indagine sui fotografi contemporanei statunitensi, iniziato dall’Istituzione bresciana nel 2023 con David LaChapelle e proseguita nel 2025 con Joel Meyerowitz.

LA MOSTRA ANTOLOGICA A SANTA GIULIA

Dal 27 marzo al 23 agosto 2026, al Museo di Santa Giulia,la mostra, dal titolo A closer look, prima grande antologica dedicata a Bruce Gilden mai realizzata in Italia, propone un corpus di 80 fotografie. Il percorso espositivo inizia con le immagini in bianco e nero che documentano i suoi esordi nel 1968. La narrazione prosegue poi attraverso diversi scenari: dal Giappone, dove ha ritratto esponenti della Yakuza (1996-1999), ad Haiti (1985-1995), fino alle tappe in Europa tra Francia, Irlanda e Inghilterra. Il fulcro rimane tuttavia la sua città natale, New York, raccontata in un arco temporale che va dal 1969 al 1995.”

La rassegna presenta, quindi, Faces (2013-2024), ritratti di persone caratterizzati dal modo originale e diretto con il quale Gilden fotografa i volti con l’ausilio del flash, mediante una pratica che lui stesso definisce come l’arte di isolare l’epifania del quotidiano, ovvero la cattura furtiva dell’animo umano che si rivela in un frammento di secondo; sono scatti realizzati come cronaca figurativa di città in giro per il mondo: dagli Stati Uniti all’Inghilterra, passando per il Messico, la Grecia e la Colombia; sono opere che nascono da una relazione complice e da un dialogo fortemente cercato con i soggetti, ma che non rinunciano a un approccio diretto e senza sconti, tipico della sua cifra espressiva

i flash e i film

L’uso del flash e l’estrema vicinanza al soggetto creano immagini ad alto contrasto, drammatiche, aggressive e senza filtri. Questo effetto appiattisce lo spazio, isola la persona dallo sfondo e mette in cruda evidenza ogni dettaglio del volto o del corpo. I protagonisti delle sue fotografie sono individui comuni incontrati per strada, spesso appartenenti agli ambienti più marginali della società, disoccupati, lavoratori precari, persone con problemi di dipendenza o che si trovano in situazioni difficili, i cui tratti sono segnati dall’età o dalle esperienze di vita. Il crudo realismo di ciascun fotogramma evoca la fragilità dell’esistenza, ma anche l’identità ferita di chi vive ai margini della collettività, invisibile ai più, ha perso tutte le proprie certezze ed è inghiottito dal buio dell’alienazione.

Completano l’esposizione due film: uno, realizzato dall’Agenzia Magnum Photos; nell’altro, Bruce Gilden racconta le sue vicende biografiche e la sua carriera professionale nell’intervista con il fotografo e reporter britannico Martin Parr, recentemente scomparso e suo grande amico.

L’INSTALLAZIONE SITE-SPECIFIC ALLA TOSIO MARTINENGO

L’installazione site-specific dal titolo Grace / Grazia. Bruce Gilden per Raffaello, allestita dal 27 marzo al 12 luglio 2026 alla Pinacoteca Tosio Martinengo, vede esposto il dittico fotografico commissionato da Fondazione Brescia Musei al fotografo newyorkese. 

Il progetto installativo di Bruce Gilden nasce e prende forma in occasione del prestito dei due capolavori di Raffaello Sanzio custoditi in Pinacoteca Tosio Martinengo – l’Angelo e il Cristo Redentore benedicente -, alla prestigiosa mostra Raphael: Sublime Poetry al MET – Metropolitan Museum of Art di New York (29 marzo – 28 giugno 2026). 

Partendo da questo prestito, la Fondazione ha scelto di dare vita a un’operazione di committenza contemporanea che rilegge l’eredità raffaellesca, proseguendo il fortunato modello sperimentato nel 2023 con David LaChapelle (ispirato in quel caso a Giacomo Ceruti), confermando una strategia precisa: utilizzare il momento del prestito internazionale — segno della reputazione globale dei musei bresciani — come volano per la produzione di nuove opere d’arte. 

attraversare la storia rileggendola

Al fotografo statunitense è stata affidata una sfida complessa e al contempo fortemente suggestiva: attraversare la storia rileggendola attraverso nuove coordinate iconografiche.

Il progetto Grace / Grazia. Bruce Gilden per Raffaello si configura come un’operazione di messa a fuoco contemporanea, capace di superare la semplice citazione per trasformare il sacro in una presenza autenticamente umana. Allontanandosi dagli stilemi più riconoscibili della street photography, Gilden adotta una costruzione dell’immagine più meditata e frontale, che richiama, per intensità luministica, la luce zenitale, tipica dei dipinti di Raffaello.

In questo processo, le figure divine vengono progressivamente liberate dal dogma per essere restituite a una dimensione di piena corporeità. Attraverso uno sguardo ravvicinato (closer look), l’artista accorcia le distanze, tanto temporali quanto metafisiche, invitando lo spettatore a una forma di adesione laica.

La fotografia, così, non si limita a registrare il reale, ma si afferma come dispositivo rivelatore delle aspirazioni più profonde dell’essere umano, celebrando una grazia che si manifesta nella nuda e irriducibile intensità del presente.

Il progetto Grace / Grazia. Bruce Gilden per Raffaello è sostenuto da Strategia Fotografia 2025, promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura. L’intento è quello di affermare la fotografia come principale mezzo artistico della contemporaneità, capace di confrontarsi con i grandi temi dell’arte del passato, attraverso il coinvolgimento diretto di uno dei suoi rappresentanti più autorevoli.

Al termine, il lavoro entrerà nella collezione permanente dei Musei Civici di Brescia.

La mostra e l’installazione saranno accompagnate da un unico prezioso catalogo, edito da Skira, che contiene un’intervista inedita al fotografo statunitense, a cura di Denis Curti.

BRUCE GILDEN A BRESCIA

Presente durante la serata inaugurale dell’happening fotografico bresciano, Bruce Gilden sarà anche protagonista di due Talk: venerdì 27 marzo, ore 18.00, all’Auditorium Santa Giulia, il fotografo americano si confronterà con il pubblico in un incontro a due voci insieme al curatore Denis Curti; sabato 28 marzo, alle ore 10.00, sempre in Auditorium Santa Giulia, Gilden dialogherà con i ragazzi delle scuole di secondo grado in un appuntamento pensato appositamente per gli studenti delle scuole superiori di Brescia.

Venerdì 27 marzo 2026, primo giorno di apertura al pubblico, l’ingresso alla mostra e alla Pinacoteca Tosio Martinengo sarà gratuito.

LA MOSTRA DOSSIER ALLO SPAZIO CONTEMPORANEA

Il racconto del percorso artistico di Bruce Gilden in città sarà arricchito dalla mostraBruce Gilden. Haiti, organizzata dalla Fondazione Clerici, in occasione del IX Brescia Photo Festival, allo Spazio Contemporanea, dal 26 marzo al 13 giugno 2026, dove sarà esposta una selezione di venti fotografie dedicate ad Haiti e appartenenti alla collezione di Paolo Clerici. Gilden si recò per la prima volta ad Haiti nel 1985, in occasione delle celebrazioni del Mardi Gras, rimanendo profondamente colpito dall’isola e dai suoi abitanti. Decise così di raccontarne la storia e la cultura, documentando con il mezzo fotografico ogni aspetto della vita locale: dai mercati alla vita notturna, dai passanti delle grandi città ai riti funebri. 

Il progetto Gilden è accompagnato da un ampio e articolato public program, studiato per tutte le tipologie di visitatori: percorsi di visita alla mostra con la guida del curatore Denis Curti o arricchite da speciali interventi teatrali, come in occasione della Giornata Internazionale dei Musei; visite guidate e laboratori dedicati agli studenti delle scuole secondarie di primo e secondo grado o dedicate esclusivamente agli abbonati di Abbonamento Musei Lombardia. Scansionando il QR code dedicato, inoltre, il pubblico potrà accedere direttamente dal proprio smartphone alla visita guidata in mostra accompagnato dalla voce del curatore stesso.

L’identità visiva di Bruce Gilden è stata curata da Bruno Stucchi, Dinamomilano con Greta Panero.

Bruce Gilden (New York, 1946) 

Maestro della fotografia di strada, Gilden ha iniziato a fotografare nel 1967 a New York, dove è cresciuto; ha realizzato importanti lavori ad Haiti, in Giappone, Inghilterra, Francia, Irlanda, India e negli Stati Uniti. Oltre ai suoi acclamati progetti personali, ha lavorato su numerose commissioni per vari clienti, tra cui Louis Vuitton, il sistema di trasporto parigino RATP, Dolce & Gabbana, Gucci, Balenciaga, e ha collaborato con Vanity Fair, GQ e New York Times Magazine.

Le immagini di Gilden in bianco e nero e i suoi più recenti ritratti a colori digitali sono stati esposti in tutto il mondo, recentemente a New York, Monaco e Vienna. Il suo lavoro fa parte di numerose collezioni permanenti, tra cui il Getty Museum, il MoMA di New York, il Victoria & Albert Museum di Londra, il Tokyo Metropolitan Museum of Photography e i Musei Civici di Brescia.

Bruce Gilden ha pubblicato 32 monografie, tra cui Facing New York, Coney Island, Go e Lost & Found. I suoi due libri più recenti, 8 Days in Napoli (Leica USA) e The Empire on Which the Sun Never Sets (Setanta Books), sono usciti nel 2025.

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