Il Tindaro Screpolato di Mitoraj rimane a Lajatico, portale del Teatro del Silenzio

L’Atelier Mitoraj ha spostato l’opera monumentale dello scultore polacco sulla collina della strada bianca del silenzio. Il Tindaro Screpolato rimane testimone della bellezza del luogo sulle colline pisane

Uno dei luoghi più poetici della Toscana, il Teatro del Silenzio di Lajatico, in provincia di Pisa. È il paese natale di Andrea Bocelli, che lo inaugurò nel 2006 scegliendo per il palcoscenico naturale all’aperto un’opera monumentale di Igor Mitoraj, “Grande sonno”. Un anfiteatro naturale, un lago un tempo utilizzato dagli agricoltori come abbeveratoio per gli animali, intorno un fondale di blocchi di travertino toscano: al centro una scultura che diventa scenografia dell’evento musicale estivo e rimane testimone di quelle emozioni fino all’anno successivo, lasciando spazio ad una nuova opera.

Per la ventesima edizione del Teatro del Silenzio il direttore artistico Alberto Bartalini ha voluto che Igor Mitoraj ritornasse protagonista. L’Atelier Mitoraj e la Galleria Contini a luglio 2025 hanno scelto il monumentale Tindaro Screpolato, le cui crepe, gli squarci e le aperture sono tracce di memoria, testimonianze silenziose di un passato che continua a vivere, a trasformarsi, a significare.

Il Tindaro Screpolato ha dominato fiero le colline pisane fino a qualche giorno fa, e continuerà a farlo. Doveva infatti lasciare spazio alla scultura di questa ventunesima edizione, ma non è tornato in Atelier: la scelta è stata quella di spostarlo su una collina prospicente, per continuare ad osservare ciò che succede intorno.

Spiega il direttore dell’Atelier, Luca Pizzi «Il Tindaro Screpolato è perfettamente coerente con lo spirito del Teatro del Silenzio, offre una riflessione visiva potente e poetica sul tempo e sull’identità. Sarebbe stato un vero peccato staccarlo da quell’area, così abbiamo cercato un luogo idoneo per farlo rimanere a contatto con la terra screpolata del luogo. Abbiamo trovato nella collina sulla strada bianca del silenzio, come l’abbiamo ribattezzata durante i tanti sopralluoghi, il punto perfetto in cui ricollocare l’opera monumentale. A terra, su argilla, il Tindaro Screpolato è perfettamente a suo agio: continua a osservare e controllare il panorama intorno a lui, e saluta chi percorre la strada per il Teatro del Silenzio. Ora è un vero e proprio portale, che permetterà il contatto fisico con la sua forza, ma anche con la fragilità delle sue crepe».

Igor Mitoraj ha sempre amato che le sue sculture fossero fruibili, che colloquiassero con le persone, offrendosi a loro nella maestosità che le contraddistingue.

«Ogni volta in cui dobbiamo collocare un’opera in spazi pubblici» continua il direttore Pizzi «lo facciamo tenendo conto proprio di questa volontà del maestro. Le opere non vanno solo guardate, ma anche toccate. Il Tindaro Screpolato ora è diventato poesia, capace di ricordare, insieme alla caducità della storia, la bellezza e la potenza dell’uomo, che in essa può e deve avere un suo posto. Quello del Tindaro Screpolato è il posto giusto, a testimonianza di un percorso che continua ad unire bellezza, arte e natura».

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