Ranucci epurato da Report, è scontro frontale: la destra gongola, i giornalisti e l’opposizione insorgono

Al giornalista sono state offerte tre proposte. Lui: “Io al Cairo? Forse sperano faccia la fine di Regeni” e attacca: “La scelta dei miei sostituti schiaffo alla meritocrazia”

“Non accetterò quello che ha proposto la Rai perché è un tornare indietro”. Lo ha detto Sigfrido Ranucci a Favignana, a margine della messa in scena del suo spettacolo teatrale “Diario di un trapezista”, commentando la decisione della Rai di rimuoverlo dalla guida di Report. “Ringrazio il Tg3 e Rainews per l’asilo politico. Io non capisco perché se non sono adatto per Report ,dovrei essere adatto per il Tg3 o Rainews”, ha aggiunto. 

“La terza alternativa era la sede di corrispondenza al Cairo. Non sanno evidentemente che io vivo sotto scorta anche da prima dell’attentato e al Cairo, all’estero, sarei senza scorta. Forse auspicano che potrei fare la fine di Regeni”, ha detto ancora Ranucci. “Sono rimasto abbastanza perplesso. Poi Il Cairo ultimamente è stato usato un po’ come la Siberia, ci mandano i deportati da altre parti”, ha spiegato.

RANUCCI: GLI INVIATI DI REPORT? FANNO BENE AD ANDARSENE

“Fanno bene a dimettersi perché quei nomi vanno bene per altre cose ma non per Report. È uno schiaffo alla meritocrazia, alla squadra di Report e a quello che ha saputo dimostrare in questi anni, alla sua storia, alla sua indipendenza”. Lo ha detto Sigfrido Ranucci a margine della presentazione del suo spettacolo a Favignana in merito alla possibilità che i giornalisti di Report si dimettano in massa in segno di protesta per la scelta dei nuovi conduttori della trasmissione. 

“Credo che questo sia un progetto per chiudere Report e ci sono riusciti perfettamente, indipendentemente dalle mie responsabilità”, ha aggiunto il giornalista, che poi ha parlato delle polemiche legate ad alcuni articoli pubblicati nelle scorse settimane. “Che c’è un sistema è emerso chiaramente quando ieri Mollicone – ha concluso – ha ringraziato tutti i giornalisti del gruppo Angelucci e le piattaforme che hanno rilanciato certi contenuti perché, uso le sue parole, hanno sollevato dubbi . Dubbi, a mio avviso, funzionali a gettare un’ombra sui miei comportamenti con articoli falsi che erano propedeutici alla decisione di sostituirmi”.

Ranucci, gli inviati di Report pronti ad abbandonare il programma

“La decisione assunta dalla Rai è per noi completamente irricevibile. È inaccettabile per il metodo, dal momento che l’azienda ha rifiutato qualsiasi interlocuzione con la squadra in queste settimane facendoci apprendere la scelta dalle agenzie, e nel merito, dal momento che le figure scelte non sono in alcun modo rappresentative della storia e dei valori di Report”. Lo scrivono in una nota gli inviati di Report, che aggiungono: “Dal momento che l’intenzione dell’azienda sembra quella di voler distruggere la storia e l’integrità della trasmissione, su un evidente mandato politico, annunciamo che, nel caso in cui la Rai non intenda tornare sui propri passi, abbandoneremo in blocco il programma”.

Ranucci rimosso da Report: “Non è un addio, battaglia per la libertà di stampa”

“Il mio non è un addio, non condurrò Report ma condurrò la battaglia più importante della mia vita per la libertà di stampa, lo farò per i miei figli e per i vostri, mi rifiuto di lasciare alle future generazioni questo mondo mostruoso, governato da persone mostruose e vigliacche che non tollerano il giornalismo libero e i magistrati indipendenti”, scrive su Facebook Sigfrido Ranucci, che spiega di aver appreso dalle agenzie che “la Rai mi ha sospeso dalla conduzione di Report”.

“Il motivo è che avrei messo a repentaglio la credibilità di Report in seguito ai 2800 articoli in due mesi fatti dai giornali del gruppo Angelucci e comunque di governo, anche da parte del fuoco amico della Rai. Cioè da coloro che sono stati ringraziati ieri da Mollicone per aver sollevato “cunei d’ombra” sul sottoscritto. Il gioco è fatto”.

Ranucci: “Le scelte su Report mortificano la professionalità del programma”

“Al mio posto sono state scelte due persone che mortificano le professionalità che per 30 anni hanno fatto la storia di Report e del servizio pubblico”, scrive ancora Ranucci.

L’avvocato di Ranucci: “La decisione della Rai condanna la vittima di un attentato”

“La decisione della Rai condanna la vittima di un attentato, Report e l’indipendenza dell’informazione pubblica. Sigfrido Ranucci, per adesso, non condurrà Report, ma condurrà la più importante battaglia per la difesa della libertà del giornalismo d’inchiesta, in ogni sede”. Così l’avvocato Roberto De Vita, legale di Sigfrido Ranucci.

SALVINI E FDI GONGOLANO PER LA RIMOZIONE DI RANUCCI DA REPORT, PER LE OPPOSIZIONI SI TRATTA DI UNO STRAPPO ALLA DEMOCRAZIA

Da sinistra Piervincenzi, Ranucci e Presutti in un fotomontaggio

“Giusto così. Ora si faccia chiarezza”, commenta Matteo Salvini, su X. “La destra ha ottenuto il suo obiettivo: dopo anni di attacchi e querele a Ranucci e Report, facendo saltare la trasmissione senza aspettare che i magistrati facessero chiarezza su quanto accaduto. L’obiettivo era far saltare Report, mi pare evidente”, dice la segretaria del Pd Elly Schlein.

“Da anni ci provavano. In tutti i modi”, dice il senatore Walter Verini, capogruppo Pd in Antimafia, prima di iniziare un dibattito alla Festa de l’Unità di Modena. Togliere Ranucci da Report significa colpire una trasmissione coraggiosa, spesso urticante – verso tutti – ma indispensabile per il servizio pubblico e la stessa democrazia. Questa destra non sopporta quei controlli, quei pesi e contrappesi e quei contropoteri tipici, come il giornalismo d’inchiesta, di una democrazia liberale”.

“Ranucci – lo abbiamo detto da subito – ha sbagliato a frequentare un personaggio come Lavitola. Ma i fatti sono che questa frequentazione non ha influenzato mai i contenuti della trasmissione e che ha prodotto un attentato di cui Ranucci è stato vittima. L’impressione, più di una impressione, è che si pratichi una sorta di regolamento di conti e di indebolimento di una trasmissione che deve invece essere difesa e sostenuta”.

Fratelli d’Italia con la scelta di affidare la conduzione di Report a Giulia Presutti e Daniele Piervincenzi auspica che la trasmissione ‘Report’ torni finalmente a fare il suo vero mestiere, quello per cui tutti i cittadini pagano il canone, ovvero il giornalismo d’inchiesta. L’auspicio è che torni a essere una trasmissione d’inchiesta credibile, dopo anni in cui la sua funzione originaria è stata distorta a vero e proprio organo di faziosa propaganda politica e ideologica. Un definitivo cambio di rotta nel rispetto del pluralismo, della storia della Rai e dello stesso giornalismo d’inchiesta”. Lo dichiarano i componenti di Fratelli d’Italia nella Commissione Vigilanza Rai.

“Aver fatto fuori Sigfrido Ranucci dalla conduzione di Report era un obiettivo di questo governo e oggi lo hanno portato a termine. Non abbiamo nulla contro i giornalisti indicati per la conduzione, ma queste modalità rappresentano un vero e proprio golpe. Non solo si fa fuori quello che fino a prova contraria resta una vittima, ma non c’è stato alcun reale coinvolgimento della redazione. L’Italia ripiomba nei tempi bui dell’editto bulgaro di Berlusconi con quello che possiamo definire “Editto Meloni”. Così la senatrice M5S Barbara Floridia, già presidente della commissione di vigilanza Rai.

Prosegue Floridia: “Massima solidarietà alla redazione di Report e vicinanza nei confronti di Sigfrido Ranucci. TeleMeloni ha toccato il fondo più basso del suo servilismo. Da oggi quando la maggioranza verrà a parlarci di ricostituire la commissione di vigilanza, le nostre barricate saranno ancora più alte. Nessun dialogo con chi ha messo in piedi e portato a termine questa operazione brutale, autoritaria e fascista. A chi dentro la Rai guarda con sgomento quello che sta accadendo diciamo di tenere duro: manca poco e i responsabili di questo sfacelo dovranno fare le valigie”.

La decisione di estromettere Sigfrido Ranucci dalla conduzione di Report è gravissima: la Rai punisce quella che, fino a prova contraria, resta la vittima di un attentato e colpisce uno dei pochi spazi del servizio pubblico che ancora svolgono un giornalismo d’inchiesta libero e indipendente. Non c’è stato, inoltre, alcun reale coinvolgimento della redazione, costretta ad apprendere la decisione dalle agenzie e ora pronta ad abbandonare in blocco il programma. Presutti e Piervincenzi sono due ottimi professionisti e nei loro confronti non c’è alcun pregiudizio. E’ evidente che la destra ha usato la vicenda dell’attentato per far demolire Report». Lo dichiarano Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni di Alleanza Verdi e Sinistra.

Chi è Giulia Presutti

Giornalista e inviata televisiva, Giulia Presutti collabora con Report dal 2017, dove ha firmato numerose inchieste dedicate alla politica, alla cronaca giudiziaria e ai principali temi dell’attualità nazionale. Nel 2026 ha ricevuto il Premio “Giuseppe Fava” Giovani per il suo lavoro di approfondimento sui fenomeni della corruzione e della gestione della cosa pubblica in Sicilia.

Entrata recentemente in Rai dopo essersi classificata prima nel concorso interno per giornalisti professionisti, ha iniziato il proprio percorso con uno stage a Rai News 24 grazie alla Scuola di Giornalismo di Perugia. Nel 2016 è stata finalista del Premio Roberto Morrione per il giornalismo investigativo.

Nel corso della sua carriera ha collaborato, oltre che con Report, con Agorà, Estate in Diretta e Nemo – Nessuno escluso. Ha lavorato anche con il network statunitense NBC, seguendo eventi internazionali di primo piano, tra cui lo storico incontro tra Donald Trump e Kim Jong Un e la morte di Papa Francesco

Chi è Daniele Piervincenzi

Giornalista e reporter d’inchiesta, Daniele Piervincenzi ha costruito una lunga esperienza nel racconto dei fenomeni sociali, della criminalità e degli scenari internazionali. Dopo gli esordi a La7 e l’esperienza nella redazione di Otto e Mezzo, approda in Rai come inviato e autore di Nemo – Nessuno escluso.

Nel 2017 viene aggredito a Ostia mentre realizza un’inchiesta sui rapporti tra Casapound e il clan Spada, episodio che ne conferma il profilo di cronista impegnato sul campo.

Dal 2014 al 2020 conduce su DMAX Rugby Social Club, mentre nel 2019 è alla guida di Popolo Sovrano su Rai 2 e successivamente dei programmi RagazziContro e Mai Più Bullismo.

Nel 2020 realizza per Sky Mappe Criminali, dedicato alle mafie e alla criminalità organizzata italiana. Negli anni successivi segue come inviato la guerra in Ucraina e i principali scenari di crisi internazionale, raccontando anche il conflitto in Medio Oriente.

È stato tra i primi giornalisti italiani a documentare le conseguenze del massacro del 7 ottobre nei kibbutz israeliani al confine con Gaza e ha seguito sul campo gli sviluppi della guerra in Libano.

Nel corso della sua carriera ha ricevuto il Premio Paolo Borsellino, il Premio Guidarello, il Premio Antonio Russo per il Giornalismo di Guerra e il Premio Articolo 21.

Valeria Bocci
Valeria Bocci
ricercatrice giuridica, giornalista

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