“Woman Unknown” della danese May el-Toukhy batte i favoriti della vigilia. Il documentario su Gaza porta a casa il Premio Speciale della Giuria, applausi anche per Scamarcio e Malkovich
La cerimonia di chiusura dell’83esima Mostra del Cinema di Venezia, condotta da Greta Scarano e Nicolas Maupas con l’apertura musicale di Francesca Michielin, ha riservato un colpo di scena. Alla vigilia i pronostici davano favoriti “Wild Horse Nine” di Martin McDonagh, “Ink” di Danny Boyle e “Possible Love” di Lee Chang-dong. Il Leone d’Oro è invece andato a “Woman Unknown” (Kvinde Ukendt) della regista danese May el-Toukhy, una delle poche autrici donne in concorso.
Il film ha conquistato anche la Coppa Volpi per la migliore interpretazione femminile, assegnata a Mathilde Arcel al suo primo ruolo da protagonista. L’attrice ha dedicato il premio alle tante donne che hanno vissuto realmente l’esperienza raccontata nel film.
Naza, standing ovation e un messaggio agli israeliani
Il Premio Speciale della Giuria è andato a “Naza” di Yuval Abraham e Rachel Szor, il documentario sui sistemi israeliani di targeting a Gaza. L’annuncio ha ricevuto una nuova standing ovation in Sala Grande, dopo i venticinque minuti di applausi record incassati alla prima proiezione. Dal palco, Abraham si è rivolto direttamente ai propri connazionali, invitandoli a guardare il film per comprendere cosa accada davvero ai palestinesi.
Gli altri premi principali
Il Gran Premio della Giuria è andato a “Possible Love” del coreano Lee Chang-dong. Il Leone d’Argento per la miglior regia ha premiato Ilya Khrzhanovsky per “Dau”, dedicato agli scienziati sovietici della bomba atomica: il regista ha voluto dedicare il riconoscimento agli ucraini che combattono per la propria libertà e alla madre, nata in Ucraina.
La Coppa Volpi per la migliore interpretazione maschile è toccata a John Malkovich, per il ruolo di un agente della CIA anziano e anticonvenzionale in “Wild Horse Nine” di Martin McDonagh. L’attore, impegnato sul set di un altro film, ha affidato la propria gratitudine a un videomessaggio.
Il Premio per la migliore sceneggiatura è andato a Stéphane Brizé, Coralie Amédéo e Olivier Gorce per “Un Bon Petit Soldat”, ambientato nel mondo del lavoro femminile. Il Premio Marcello Mastroianni alla giovane attrice emergente ha premiato Malou Khebizi, ventitré anni, protagonista di “15/18 (A Place to Heal)” di Cédric Kahn.
L’Italia con Scamarcio
Nella sezione Orizzonti, la soddisfazione italiana porta la firma di Riccardo Scamarcio, premiato come miglior attore per “I figli della scimmia” di Tommaso Landucci, che si aggiudica anche il premio per la migliore sceneggiatura, firmata dallo stesso Landucci insieme a Damiano Femfert.
Il Premio Orizzonti per il miglior film è andato a “Un Détour par Diane” di Ann Sirot e Raphaël Balboni, quello per la miglior regia a Jacqueline Lentzou per “A Day in the Life of Jo: Chapter Phaedra”. Il Leone del Futuro, Premio Venezia Opera Prima Luigi De Laurentiis, ha premiato “La Maison du Vent” di Auguste Bernard Kouemo Yanghu, che si è aggiudicato anche il Premio Speciale della Giuria Orizzonti.
Gli ultimi riconoscimenti
Il Premio degli Spettatori Armani Beauty, sezione Venezia Spotlight, è andato a “Eu Contez (I Matter)” di Alina Șerban. Per la sezione Venice Immersive, il Gran Premio ha premiato “The Pigeon Ring” di Yuqi Zhang e Shixin Tao, mentre il Premio Speciale della Giuria è andato a “Out of the Ashes” di Rory Mitchell e Nonny De la Peña.
A completare la serata, i Leoni d’Oro alla carriera sono stati assegnati a George Clooney ed Ellen Burstyn, suggello di un’edizione che ha unito grande cinema d’autore e film dal forte peso politico.



