Un altro funerale di massa di bambini, a Gaza

“I corpi di 73 bambini sono tra i 106 palestinesi sepolti sabato a Gaza. Le salme sono state recuperate dalle macerie di un edificio residenziale nel sud-est di Gaza City, che, secondo quanto riferito, era stato distrutto più di due anni fa da un attacco aereo israeliano”. Lo rende noto l’Unicef. È la seconda volta nell’arco di un mese che a Gaza si celebra un funerale di massa di queste dimensioni. Dall’ottobre 2023, più di 21.000 bambini sono stati uccisi nella Striscia, secondo i dati citati da Save the Children, l’Organizzazione che da oltre 100 anni lotta per salvare le bambine e i bambini a rischio e garantire loro un futuro.

“Nel giro di un mese abbiamo assistito due volte alla stessa scena straziante a Gaza: bambini che depongono fiori e accendono candele sui corpi di altri bambini durante un funerale di massa- fa sapere Ahmad Alhendawi, direttore regionale di Save the Children per il Medio Oriente, il Nord Africa e l’Europa orientale- Queste vite spezzate sono la testimonianza del costo brutale che questa guerra sta imponendo ai più piccoli. Tutto questo non può diventare normale, come purtroppo è accaduto con tante altre tragedie a Gaza. Queste immagini devono indignarci.

L’umanità non può accettare che i funerali di massa di bambini palestinesi diventino una realtà quotidiana. Non possiamo restare a guardare mentre tutto questo continua”. Prosegue Alhendawi: “Sono trascorsi 332 giorni dalla firma del piano di ‘cessate il fuoco’, eppure da allora sono stati uccisi più di 300 bambini. Le forze israeliane devono smettere di uccidere, sfollare e ferire i bambini. Le promesse contenute in quel piano, formulate quasi un anno fa, devono essere mantenute: Gaza ha bisogno di un cessate il fuoco permanente, di ricostruzione e di un percorso di ripresa. Le autorità israeliane devono consentire l’accesso alle squadre impegnate nelle operazioni di ricerca e recupero e permettere l’ingresso di mezzi pesanti, attrezzature specialistiche e risorse forensi necessarie per estrarre le persone ancora sepolte sotto le macerie. Le famiglie hanno il diritto di recuperare, identificare e piangere i propri figli. In virtù degli obblighi previsti dal diritto internazionale, la comunità internazionale deve garantire che i responsabili dell’immenso danno inflitto ai bambini palestinesi e dell’uccisione di oltre 21.000 di loro siano chiamati a rispondere delle proprie azioni”.

Fonte: Agenzia DIRE – www.dire.it |

leggi anche

PRIMO PIANO

gli ultimi articoli