Cassonetti pieni e impianti di raccolta vicini al collasso: l’emergenza plastica si sta diffondendo in tutta Italia

Cassonetti della plastica pieni, allerte dai comuni che annunciano possibili disagi nei prossimi giorni per la raccolta. A dieci mesi dall’apertura del tavolo di monitoraggio al Mase per fare fronte alle criticità della filiera della plastica, nel Lazio e in altre regioni italiane crescono i disagi.

“Il blocco dei ritiri da parte del consorzio di filiera COREPLA ha portato gli impianti di conferimento e trattamento a raggiungere la loro capacità massima di stoccaggio”, si legge in un comunicato diramato nei comuni della provincia di Roma, alla popolazione. “Di conseguenza, al momento, gli impianti non sono in grado di ricevere ulteriori quantitativi di materiale. È una situazione che sta interessando numerosi Comuni e territori in tutta Italia e sulla quale sono in corso interlocuzioni a livello nazionale tra ANCI, CONAI e i Consorzi di filiera, con l’obiettivo di trovare al più presto soluzioni che consentano di superare questa fase e tornare alla normale operatività”.

LAZIO, TIDEI (IV): RISCHIO EMERGENZA PLASTICA NEI COMUNI

Lo scorso 2 settembre, la capogruppo di Italia Viva nel Consiglio del Lazio Marietta Tidei, ha presentato un’interrogazione al presidente della Regione Lazio Francesco Rocca e all’assessore al Ciclo dei Rifiuti, Fabrizio Ghera, per chiedere quali iniziative la Regione intenda assumere di fronte alle crescenti criticità nel ritiro e nel conferimento degli imballaggi in plastica che stanno interessando diversi Comuni del Lazio. “La situazione sta diventando preoccupante. La filiera nazionale del recupero e del riciclo della plastica attraversa una fase di forte difficoltà, legata anche alla crescente concorrenza delle plastiche vergini e dei materiali provenienti da Paesi extraeuropei, disponibili sul mercato a costi significativamente inferiori rispetto alla plastica riciclata prodotta in Italia- spiega Tidei- La conseguenza è una riduzione della domanda di materiale riciclato e un progressivo accumulo dei quantitativi raccolti presso gli impianti di selezione, trattamento e conferimento”. “Anche Corepla sta incontrando crescenti difficoltà nel garantire il regolare e completo ritiro dei materiali conferiti dagli impianti utilizzati dai Comuni– continua Tidei- Diversi sindaci dei territori interessati hanno già lanciato l’allarme e trasmesso una nota a Corepla, Conai, Anci, Ministero dell’Ambiente e Regione Lazio, chiedendo l’attivazione urgente di un Tavolo regionale di coordinamento. Il rischio è che gli impianti arrivino alla saturazione, con possibili conseguenze ambientali e sanitarie, problemi per la continuità del servizio di raccolta differenziata e costi straordinari che potrebbero gravare sui bilanci comunali e, indirettamente, sui cittadini”.

SOS PLASTICA SARDEGNA, AL VIA TRASFERIMENTI FUORI DALL’ISOLA

Nuovi spazi di stoccaggio nei territori, trasferimenti della plastica verso il continente e all’estero e, nel Sud Sardegna, un nuovo centro di selezione che potrebbe entrare in funzione entro ottobre. Questo il piano d’azione emerso dal tavolo convocato lo scorso 26 agosto dall’assessorato regionale all’Ambiente per affrontare le criticità della filiera della plastica, al quale hanno partecipato città metropolitane, province, l’Anci, i consorzi industriali Cacip e Cipnes, e quelli nazionali Conai e Corepla. Dopo il primo confronto del 12 agosto, si legge in una nota, l’assessora all’Ambiente, Rosanna Laconi, ha condiviso con gli enti di area vasta la necessità di accelerare l’individuazione di nuove aree di stoccaggio. Finora sono stati reperiti, anche con il concorso della Regione, spazi aggiuntivi per circa 2.400 tonnellate, mentre Corepla ha programmato trasferimenti di materiale verso il continente e all’estero. “Occorre però andare oltre le soluzioni legate alla sola emergenza- rimarca Laconi-. Chiediamo a Corepla risposte strutturali che tengano conto delle specificità della Sardegna e dei maggiori vincoli derivanti dall’insularità”. Una prospettiva importante, ricorda ancora l’assessora, riguarda il sud dell’isola, dove il Cacip sta lavorando all’apertura di un centro di selezione che potrebbe entrare in funzione entro ottobre, contribuendo a rafforzare la filiera e a ridurre le criticità dell’area meridionale. La questione, spiega Laconi, sarà prossimamente affrontata anche a livello nazionale, nell’ambito della commissione Ambiente ed Energia della Conferenza delle Regioni, “in cui verrà fatto il punto sulle misure da adottare alla presenza del ministro dell’Ambiente”.

Fonte: Agenzia DIRE – www.dire.it |

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