Escalation tra gli Houthi e l’Arabia Saudita per il controllo dello Stretto di Bab Al-Mandab

ROMA – Mentre l’attenzione internazionale è concentrata nello scambio di attacchi tra Stati Uniti e Iran, prosegue l’escalation tra gli Houthi dello Yemen e l’Arabia Saudita. I media del governo de facto guidato dal movimento Ansar Allah denunciano il lancio di una quarantina di missili contro varie regioni, tra cui Taiz e Hodeidah, sul Mar Rosso, e sull’isola yemenita di Kamaran, a nord di Hodeidah.

Gli houthi, che controllano la capitale Sana’a e la porzione occidentale del Paese, sono il principale alleato che l’Iran ancora vanta nel conflitto lanciato da Stati Uniti e Israele. L’Arabia Saudita, che invece sostiene il governo internazionalmente riconosciuto del presidente Rashad Al-Alimi ed è alleato di Washington, è storico rivale del movimento filo-iraniano.

Ma al cuore della contesa c’è il controllo di Bab Al-Mandab, lo stretto diventato essenziale per le petroliere e le navi commerciali saudite che non possono più transitare attraverso Hormuz. Come riporta l’emittente Cnn, i ribelli houthi stanno quindi cercando di prendere il controllo della città portuale di Mokha, posta sotto il controllo del governo di Al-Alimi, per rafforzare il controllo su Bab Al-Mandab.
Gli attacchi sauditi denunciati nell’area di Taiz e Hodaida si inquadrano nel tentativo delle forze di Riad di bloccare questa operazione. La copertura aerea che l’Arabia Saudita starebbe concendendo alle forze governative yemenite segue gli scontri scoppiati lo scorso 3 settembre sul terreno tra combattenti houthy ed esercito governativo nell’area di Taiz: il bilancio è stato di oltre 80 morti, tra cui anche civili, come hanno riferito fonti militari all’agenzia Afp.

Stamani in un’intervista ad Aljazeera l’ambasciatore yemenita in Qatar, Rajeh Badi, ha parlato di “un’offensiva a sorpresa degli Houthi per conquistare posizioni strategiche lungo il Mar Rosso”, sostenendo che il governo di Teheran satrebbe “puntando tutto sugli Houthi come ultima leva a disposizione” per spuntarla nel conflitto con gli Stati Uniti per il controllo delle rotte marittime. E’ questa la ragione dietro alla ripresa delle ostilità all’interno dello Yemen, dopo cinque anni di relativa tregua. Secondo il diplomatico, avere il controllo su Hormuz e Bab Al-Mandab sarebbe “più potente di qualsiasi arsenale nucleare”.

Fonte: Agenzia DIRE – www.dire.it | Autore: Alessandra Fabbretti | Articolo originale

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