“Ovunque mettano il naso scorre del sangue”: queste le accuse che il governo di Algeri muoveva agli Emirati Arabi Uniti in una intervista di luglio a un’emittente nazionale, segnale delle tensioni che tra i due Paesi proseguono da mesi, e che motivano la decisione odierna di Algeri di interrompere le relazioni diplomatiche. Dichiarata così “persona non grata” l’ambasciatore emiratino, a cui sono state date “48 ore per conformarsi alla decisione”. L’accusa è quella di interferire troppo negli affari regionali e di non aver collaborato a evitare la rottura: le autorità di Algeri hanno infatti riferito di essere giunte a questa decisione “dopo aver esaurito ogni mezzo per preservare i rapporti bilaterali”. Lo aveva detto anche a luglio il presidente Tebboune, convinto che la fine delle relazioni “sarebbe avvenuta molto tempo fa” se l’Algeria non avesse cercato di evitare “un’ulteriore escalation delle divisioni” nel mondo arabo.
Che tra i due Paesi ci sia inimicizia è un fatto che prosegue da diversi anni, ma negli ultimi mesi le posizioni sono diventate irricomponibili su diversi dossier regionali, a partire dal Sudan, dove gli Emirati sono accusati di alimentare il conflitto interno finanziando la milizia ribelle che sfida l’esercito per il controllo del Paese. Questo complica il quadro regionale della sicurezza e l’economia dei Paesi del Sahel, con cui l’Algeria ha dovuto rivedere i rapporti dopo diversi colpi di Stato e cambi ai vertici. C’è poi la questione del Sahara occidentale, che l’Algeria sostiene apertamente nel quadro della sua storica rivalità con il Marocco. Dal 2020, tramite gli accordi di Abramo promossi dagli Stati Uniti, Marocco ed Emirati hanno normalizzato le relazioni diplomatiche con Israele e questo ha permesso al governo marocchino di ottenere anche sostegno da parte di Washington e Abu Dhabi sulle sue rivendicazioni sul Sahara occidentale. Anche la guerra all’Iran, di cui gli Emirati sono indirettamente parte ospitando basi americane, potrebbe essere un elemento divisivo. La chiusura di Hormuz tuttavia ha permesso all’Algeria di imporsi come leader nel settore energetico, come dimostra anche il rilancio di accordi bilitarali con l’Italia per l’export di gas naturale e petrolio.



