Dal sapore della fede alla teologia tra la gente: la svolta della Pontificia Accademia di Teologia nel segno di Staglianò

A tre anni dal Motu Proprio Ad Theologiam promovendam, il Presidente della PATH, monsignor Antonio Staglianò, traccia la rotta per un sapere teologico rinnovato: radicato nei contesti reali, aperto al dialogo transdisciplinare e capace di farsi “teologia diffusa” attraverso i cenacoli e l’impegno solidale

La svolta della Scientia sapida e l’eredità di Papa Leone XIV

Nel terzo anniversario della Lettera Apostolica Ad Theologiam promovendam, la Pontificia Accademia di Teologia (PATH) fa il punto su un triennio di profonda rigenerazione spirituale e strutturale. Al centro di questo percorso vi è il solenne discorso pronunciato da Papa Leone XIV alla PATH il 13 settembre 2025, un momento che ha impresso una svolta epistemologica ed ecclesiologica decisiva.

Riprendendo gli insegnamenti del Pontefice, il presidente della PATH, monsignor Antonio Staglianò, ribadisce che la teologia non può ridursi a un esercizio scolastico o a un’aridità concettuale. Essa deve tornare a essere Scientia sapida, ovvero un sapere che conserva il “sapore” del Mistero di Dio e della sua salvezza, configurandosi come una dimensione costitutiva dell’azione missionaria della Chiesa. Una teologia non chiusa nelle aule, ma “in ginocchio e in uscita”, immersa nelle pieghe della storia.

I tre pilastri epistemologici della riforma

La riflessione e l’azione della PATH poggiano su tre coordinate fondamentali che ridefiniscono il metodo e la missione del sapere teologico:

  • La teologia contestuale e il metodo induttivo: superando modelli deduttivistici e assiomi astratti, la teologia deve partire dai contesti storici concreti, dalle ferite del mondo e dalle attese dei popoli, facendosi “teologia che sa di carne e di popolo”.
  • La teologia sapienziale e la “carità intellettuale”: rifacendosi a San Tommaso d’Aquino e al beato Antonio Rosmini, la ragione scientifica si connette alla Sapienza in un circolo in cui Verità e Carità si adempiono reciprocamente. È una riflessione critica sull’amore di Dio intrisa di preghiera.
  • La transdisciplinarietà profonda e la “Pop-Theology”: uscendo dall’autoreferenzialità accademica, la teologia dialoga con la filosofia, le scienze naturali, l’economia, le neuroscienze e le arti. Attraverso i linguaggi della Pop-Theology e della comunicazione viva, essa sa tradurre la ricerca scientifica nel senso comune delle persone e dei giovani.

I tre volti della nuova Accademia

Per tradurre in pratica questa visione e in conformità con i nuovi Statuti, la PATH si articola oggi in tre dimensioni complementari:

  1. La PATH-scientifica: esprime l’impegno rigoroso dell’intellectus fidei e amplia gli orizzonti accademici portando il corpus degli accademici ordinari da 40 a 55, con una forte spinta all’internazionalizzazione. Include inoltre il “Consiglio di Alti Studi” per il dialogo transdisciplinare con credenti e non credenti su temi di rilevanza pubblica (come la tecnologia digitale e l’ecologia).
  2. La PATH-sapienziale: focalizzata sulla sapida scientia, individua nella Rivelazione la luce per illuminare i grandi temi esistenziali del nostro tempo (pace, giustizia, senso del dolore e felicità) avvalendosi anche dei “Cenacoli teologici”.
  3. La PATH-solidale: vissuta come intellectus spei, traduce la fraternità evangelica in cooperazione concreta. Attraverso gli interlocutori referenti, la PATH affianca e potenzia realtà umanitarie già esistenti sul territorio (impegnate nella lotta alle mafie, contro la violenza di genere o a favore dei senzatetto), mettendole in rete con una rete di imprenditori solidali.

I Cenacoli Teologici: la teologia diffusa tra la gente

Tra le novità strutturali più rilevanti spiccano i Cenacoli Teologici (art. 1 §4 dei nuovi Statuti), concepiti non come salotti intellettuali o aule universitarie, ma come microstrutture dinamiche di Chiesa. Radicati nelle parrocchie, nelle carceri, negli ospedali, nelle università laiche e nei luoghi di frontiera, i cenacoli rappresentano il vero e proprio “pensatoio di popolo”.

In questi spazi si “spezza” il pane della Parola per nutrire il sensus fidei dei credenti e di chi si sente lontano, superando la sfiducia intellettuale e la religiosità puramente convenzionale. Usando i linguaggi della Pop-Theology e leggendo la vita sub luce Evangelii, i cenacoli non si fermano alla speculazione, ma accendono il desiderio della testimonianza e della carità vissuta, ponendosi come premessa della PATH Solidale.

La proiezione globale: le Aree Regionali e l’appuntamento in Camerun

Nel solco di una Chiesa policentrica e superando ogni impostazione eurocentrica, la PATH sta strutturando le Aree Regionali nei cinque continenti (Europa, Africa, America, Asia e Oceania) per raccogliere le istanze teologiche e pastorali dei diversi contesti culturali.

La prima grande tappa di questo processo di internazionalizzazione è rappresentata dall’organizzazione del Congresso Internazionale della PATH in Camerun, previsto per la seconda decade di novembre 2026. Un evento storico volto ad ascoltare la voce teologica dell’Africa, ad affrontare le sfide dell’inculturazione e della pace, e a inaugurare ufficialmente l’Area Regionale africana dell’Accademia. La lettera si chiude con il mandato di monsignor Staglianò a tutti gli accademici, soci e referenti affinché continuino a portare il lievito del Vangelo nelle periferie esistenziali con gioia, umiltà e ardore profetico.

Anna De Angelis
Anna De Angelis
Inseguo l'arte in tutte le sue espressioni. Anche quella di critica e di giornalista.

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