Al Sud si iscrive all’Università meno di 1 neodiplomato su 2

Nel Mezzogiorno meno di un neodiplomato su due si iscrive all’Università. Nel 2019 sono stati il 47,5% del totale, quattro punti in meno rispetto alla media italiana (51,4%). In fondo alla classifica ci sono la Sicilia (46,6%) e la Campania (43%). Lo rilevano i dati Eurostat.

L’Italia è penultima nella classifica europea per numero di giovani laureati, con una quota del 28,3% a fronte della media UE del 41,2%. Solo la Romania fa peggio, con il 23,3% dei giovani con un titolo di studio terziario. I Paesi Ue più virtuosi sono Lussemburgo e Irlanda, con percentuali rispettivamente del 63 e del 62%.

Nel 2021 la percentuale di residenti tra 25 e 34 anni laureati o con altri titoli terziari è stata del 24,3% al Sud e al 20,6% nelle isole, a fronte di una media nazionale del 28,3%.

Le regioni con le percentuali più alte sono Emilia Romagna, Veneto e Umbria, dove la percentuale dei laureati è maggiore del 33%, mentre inferiori al 24% sono il numero dei laureati in Campania, Calabria, Sardegna e Sicilia – qui il dato è del 20,1%.

Il divario tra il Nord e il Sud del paese emerge soprattutto in relazione ai grandi centri abitati. In testa alla classifica troviamo Bologna (46,79%) e Milano (45,98%), seguite da Firenze, Roma, Torino e Genova, con percentuali tra il 30 e il 40%. Fanno peggio le grandi città del Sud, come Bari (28,7%), Palermo (23,73%), Napoli (22,52%) e Catania (22,01%).

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