Lavoro, donne: gap occupazionale cresce, Sud resta sotto la media

La percentuale di partecipazione degli uomini nel mercato del lavoro rimane, sia a livello europeo che nazionale, molto più elevata rispetto a quella delle donne, anche se il gap fra Italia e Europa per gli uomini è del 6,1%, molto inferiore rispetto a quello delle donne.

I dati emergono da un’analisi condotta dal Centro Studi Uilca Orietta Guerra in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne. L’indipendenza economica, infatti, ricopre un ruolo fondamentale nel processo di emancipazione dalla violenza di genere.

La ridotta presenza femminile nel mercato del lavoro si riflette anche nel settore finanziario, dove solo il 22,7% delle donne riescono ad ottenere un finanziamento, contro il 37,4% degli uomini. Questa assenza è ovviamente collegata alla minore capacità reddituale del sesso femminile. Ma secondo i dati Uilca, questa percentuale si abbassa ancora di più se ci concentriamo sul Mezzogiorno.

Analizzando i tassi di occupazione femminile per regione si osserva che quelle del sud Italia sono sotto la media nazionale che corrisponde al 53,16%, con un delta tra popolazione femminile e maschile equivalente al 19,26%.

A confermare questa tendenza sono i dati degli affidamenti finanziari, in cui si registrando i dati più bassi di concessione per le donne nelle regioni del meridione: Campania (17,9%), Puglia (18,6%), Basilicata (20,2%) Sicilia (20,8%) e Calabria che con il 21,5% è l’unica regione del Mezzogiorno che supera il Veneto, (21,2%).

Sebbene, nell’ultimo decennio la ricchezza delle famiglie sia aumentata del 4,8%, nel Sud Italia si è verificata una bassa crescita. Per il Centro Studi Uilca Orietta Guerra molto dipende dai bassi tassi di occupazione femminile: le statistiche dimostrano che il Prodotto Interno Lordo, e dunque la ricchezza da redistribuire, crescerà solo se aumenterà il tasso di occupazione femminile, ancora troppo basso.

Infatti anche da alcuni dati recenti elaborati dal Centro Studi “Tagliacarne” delle Camere di Commercio, emerge che nel Sud il tasso di occupazione femminile si attesta al 34,0% e si distanzia di ben 25 punti percentuali dal tasso di occupazione maschile, pari al 59,1%. 

Ridurre queste disuguaglianze è fondamentale, soprattutto se consideriamo il ruolo centrale del sistema bancario per allocare la liquidità delle famiglie italiane – il cui ammontare è differente in ogni regione – in investimenti produttivi per il Paese, creando occupazione. Se la ricchezza familiare pro-capite presenta evidenti squilibri regionali, ciò è da implicare anche al basso tasso di occupazione delle donne nelle regioni del Sud.

Lo sviluppo del sistema Italia passa attraverso investimenti e occupazione e può realizzarsi favorendo l’imprenditoria, anche femminile, nelle aree più svantaggiate.

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