domenica, 8 Febbraio 2026

Investire nel talento: Inps, Università e Ccum chiedono più risorse per sostenere gli studenti

L’incontro a Palazzo Wedekind, sede romana dell’Inps, con giovani professionisti che hanno raccontato le loro esperienze di successo, partendo dalle borse di studio

L’Inps, l’Istituto nazionale di previdenza sociale, insieme alla Conferenza dei Collegi universitari di merito (Ccum), che riunisce 57 Collegi di merito riconosciuti dal ministero dell’Università e della Ricerca, hanno evidenziato l’importanza strategica di incrementare le risorse per il diritto allo studio. Questo è fondamentale, soprattutto per gli studenti con limitate disponibilità economiche che aspirano all’università: un messaggio ribadito durante l’incontro ‘Investire nel talento’, tenutosi a Palazzo Wedekind, sede romana dell’Inps. All’evento hanno partecipato Gabriele Fava, presidente dell’Istituto; Carla Bisleri, presidente della Conferenza dei Collegi universitari di merito; Cristina Rossello, deputata e consigliere del ministro dell’Università e della Ricerca; l’onorevole Alessandro Cattaneo; Valeria Vittimberga, direttore generale di Inps; e Giorgio Fiorino, direttore centrale Credito, Welfare e Strutture sociali di Inps. I lavori sono stati aperti da Diego De Felice, direttore centrale della comunicazione dell’Istituto.

il racconto dei giovani professionisti

Durante l’evento sei giovani professionisti, che hanno beneficiato di borse di studio Inps per i Collegi di merito, hanno condiviso le loro esperienze di successo in vari settori e Paesi. Negli ultimi dieci anni, l’Istituto ha assegnato oltre 12.000 borse di studio per studenti universitari nei Collegi di merito. Grazie a enti come Inps, Fondazione Enpam, e il supporto del ministero dell’Università e della Ricerca, la Ccum sostiene ogni anno più di 3.000 borse di studio, coprendo dal 30 al 70% delle spese per 4.500 studenti che vivono e studiano nei Collegi. I Collegi di Merito, riconosciuti dal Ministero, sono enti non profit che ammettono studenti in base al merito scolastico, indipendentemente dal reddito, e fanno parte del sistema nazionale di diritto allo studio.

le dichiarazioni dei relatori

“Il diritto allo studio e l’accesso dei giovani alle opportunità di formazione sono strategici per il futuro del Paese e devono rimanere una priorità indiscutibile anche a fronte delle difficoltà imposte dall’attuale situazione economica e dei rigidi criteri della legge di bilancio2, ha osservato Carla Bisleri, presidente della Conferenza dei Collegi universitari di merito. L’auspicio di Bisleri è che ‘”o sforzo del ministero dell’Università e della Ricerca di reperire maggiori risorse per borse di studio e realizzazione di nuovi alloggi sia sostenuto da tutte le forze di Governo e possa concretizzarsi nell’immediato e nel prossimo futuro. In tal senso, ritengo che un’ancora più forte collaborazione tra aziende, istituzioni pubbliche ed enti no profit attivi sul territorio possa favorire investimenti più ingenti sulle aspirazioni dei giovani, per coltivare il merito, un’idea che valorizza il loro talento e impegno”.

“Faccio i complimenti a tutti, ma in particolare alla presidente Bisleri che ha ripreso la linea su cui stiamo andando avanti fermamente fin dal nostro insediamento: investire nei giovani e nel loro talento”, ha dichiarato il presidente dell’Inps, Gabriele Fava. Che, rivolgendosi direttamente ai giovani in sala, ha detto: “Il nostro futuro siete voi. Il nostro Paese ha bisogno di voi, ma non abbandonateci. I Collegi di merito raccolgono la passione in ciò che si fa, il credere in se stessi, sono l’incubatore che fa da cerniera armonica tra voi e il mondo del lavoro. L’Istituto investe molto in borse di studio, perchè abbiamo bisogno di formare le future generazioni, il nostro booster verso il futuro. L’Inps c’è e ci sarà sempre perchè crede nella forza motrice dei giovani”.

Cristina Rossello, deputata e consigliere del ministro dell’Università e della Ricerca, ha evidenziato come “nel corso degli anni l’Inps abbia garantito non solo a parole, ma attraverso contenuti concreti, un aiuto economico che è stato di sostegno per offrire nuove opportunità ai talenti. La nostra generazione è stata più fortunata: la nostra formazione si è basata sul risparmio dei nostri padri e delle nostre madri. Oggi l’aiuto generazionale e familiare, soprattutto in alcune aree del Paese, purtroppo viene meno. Proprio per questo, oggi i dati forniti dall’Inps parlano chiaro: grazie a queste borse distudio migliaia di giovani hanno potuto espandere le proprie conoscenze, abilità e accrescere il proprio talento”.

All’incontro è intervenuto anche l’onorevole Alessandro Cattaneo: “Faccio i complimenti all’Inps per queste iniziative e faccio un appello anche ai privati affinchè investano nel comparto della formazione e delle borse di studio a favore dei talenti. Voi siete ragazzi talentuosi, ma voglio anche richiamare il senso del dovere e la necessità di assumersi l’impegno futuro di essere classe dirigente del Paese, leader nel proprio settore che non perde mai la voglia e la passione di restituire ciò che si è ricevuti dalla propria collettività”.

Per il direttore generale dell’Inps, Valeria Vittimberga, “il nostro istituto nasce come ente previdenziale, quindi legatoall’età d’argento, ma è sempre più vicino ai giovani come in quest’occasione. Con un pezzettino dei nostri sforzi, siamo orgogliosi di rendere un servizio al Paese, attraverso i ragazzi e le ragazze dei Collegi di merito. L’Istituto, con la direzione centrale Credito, Welfare e Strutture sociali, si occupa di una serie di iniziative, dal lavoro all’istruzione. Il ‘Fondo credito’, a cui contribuiscono su base volontaria i dipendenti pubblici senza gravare alle casse dello Stato, è un fondo flessibile, che si adatta ai bisogni della società: dalle colonie si è arrivati a prestazioni più all’avanguardia come quella di oggi che punta a premiare l’eccellenza nello studio”. Inoltre, ha proseguito Vittimberga, “non possiamo dimenticare i convitti di proprietà dell’Istituto, dove fin dall’età della scuola secondaria di secondo grado gli studenti vengono educati. L’Inps finanzia master universitari di I e II livello in ogni campo ed è tra i primi contributori dei dottorati di ricerca in Italia. Il nostro Paese dà opportunità a chi è preparato, a chi sa coglierle e speriamo che gli studenti dei Collegi di Merito potrannorestituire all’Italia ciò che hanno ricevuto”.

i temi dell’incontro

Tra i temi toccati nell’incontro, il valore della formazione universitaria e del sostegno al diritto allo studio come ‘ascensori sociali’ capaci di aprire opportunità professionali ai giovani indipendentemente dalla loro estrazione famigliare esociale e dalle disponibilità economiche. Nell’evento odierno sei giovani professionisti che hanno beneficiato negli anni scorsi di borse di studio di Inps per frequentare i Collegi di merito hanno raccontato come questa esperienza abbia favorito le loro carriere professionali. Il 43% degli studenti dei collegi non ha genitori laureati, contro il 37% della media nazionale (elaborazione The European House – Ambrosetti su dati OECD, 2020). In particolare, sono intervenuti Francesco Giallombardo, esperto in servizi di facilitazione digitale, Leonardo Cicala, consulente in gestione patrimoniale, Simona Cavasio, consulente legale a Londra nel settore bancario, Irene Palma, esperta in amministrazione e finanza, Simona Pace, chimica ed esperta nel settore dei materiali e Raffaele Cirillo, ingegnere nell’ambito delle telecomunicazioni satellitari.

I Collegi universitari di merito sono enti non profit in cui gli studenti iscritti alle università, oltre a usufruire di vitto e alloggio, seguono un percorso formativo di eccellenza, parallelo agli studi universitari e orientato allo sviluppo di soft skill, alla preparazione del mondo del lavoro e alla mobilità internazionale.
Il 97,5% degli studenti dei Collegi universitari di merito trova lavoro a un anno dal conseguimento della laurea, il 95,3% si laurea nei tempi previsti dal proprio corso di studi. Nei Collegi di merito, inoltre, gli studenti vivono in una ‘community’ internazionale che li stimola nelle relazioni e nella crescita, e ricevono supporto per l’orientamento, con una particolare attenzione al loro benessere mentale. Degli 1,9 milioni di studenti universitari in Italia, circa 450.000 vivono fuori sede a fronte di 50.000 posti attualmente disponibili in studentati e residenze universitarie e con costi crescenti per affitti e consumi nelle grandi città universitarie. Le iscrizioni alle università sono rimaste stabili nell’ultimo decennio (+0,1% tra il 2012 e il 2022), con un aumento significativo di accessi agli atenei telematici (+410,9%).

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